Pfas e acqua potabile

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Un rapporto di Greenpeace denuncia un possibile inquinamento da composti poli e perfluoroalchilici. Smat rassicura: acque sicure e concentrazioni inferiori al limite

Avigliana, 9 febbraio 2024 – L’Amministrazione comunale è venuta a conoscenza attraverso i mezzi di stampa del report diffuso il 6 febbraio da Greenpeace sulla possibile presenza di Pfas nelle acque sotterranee. Pfas è l’acronimo di “sostanze alchilate perfluorurate”, si tratta di inquinanti cancerogeni contenuti in particolar modo nei sigillanti (teflon e simili) prodotti da un’azienda nella provincia di Alessandria, principale fonte di contaminazione del bacino del Po.

L’Amministrazione si è pertanto prontamente attivata interfacciandosi con l’Unione Montana Valle di Susa per avviare un approfondito confronto con gli Enti preposti alla gestione del servizio idrico integrato, e in particolare con Smat che nel frattempo ha diramato un comunicato stampa che si allega. Sarà cura dell’Amministrazione aggiornare la cittadinanza in merito agli sviluppi.
Il rapporto di Greenpeace si basa infatti sui dati ufficiali degli enti pubblici piemontesi ottenuti tramite istanze di accesso agli atti e dimostra una presenza da Pfas nelle acque potabili del Piemonte sia nell’Alessandrino che in oltre 70 Comuni della Città metropolitana di Torino.
Smat nel comunicato rilasciato l’8 febbraio 2024 informa che l’acqua prodotta e distribuita dalla società ai cittadini dell’Area Metropolitana Torinese rispetta i rigorosi standard di sicurezza e qualità prescritti dalla legislazione vigente, garantendo la salubrità per i consumatori.

«In risposta – si legge nel comunicato Smat – alle preoccupazioni riguardanti la presenza di Pfas (sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche) nell’acqua distribuita, la direttiva europea 2184 del 2020, che sostituisce la precedente 98/83/CE, introduce alcuni importanti cambiamenti per migliorare la protezione della salute umana e fissa i valori limite per nuove sostanze tra le quali proprio i Pfas, individuando 20 composti la cui sommatoria non deve superare i 100 nanogrammi/litro ossia 0,1 microgrammi/litro (1 microgrammo equivale a 1 milionesimo di grammo), limite che entrerà in vigore da gennaio 2026. Smat sottolinea che, sin dal 2018, ha attivato campagne di monitoraggio: i risultati a oggi evidenziano che tutti i campioni già rispettano il valore di 0,1 microgrammi/l previsto dal Decreto legislativo 18 del 2023 per 24 composti (4 in più rispetto a quelli previsti dalla direttiva Ue) e anzi, nella stragrande maggioranza dei Comuni monitorati, sono state riscontrate concentrazioni inferiori al limite di quantificazione pari a 0,01 microgrammi/litro o la loro totale assenza.
Nella campagna Pfas del 2023 sono stati analizzati oltre 25mila parametri specifici, al fine di rilevare l’eventuale presenza di tali composti nelle acque potabili: con il costante impegno, la trasparenza e la serietà che contraddistinguono da sempre il suo agire, Smat, tramite il proprio sito web, ha reso disponibili a tutti tali dati, inserendoli fra i parametri di monitoraggio della qualità dell’acqua che vengono aggiornanti semestralmente, suddivisi per Comune e in Torino per Circoscrizione».

Smat precisa infine in una risposta inviata al sindaco che anche nel Comune di Avigliana sono stati analizzati i relativi parametri, riscontrando concentrazioni ben inferiori al limite di legge. Sul sito Smat alla pagina Monitoraggio acque, si possono trovare i dati aggiornati semestralmente Comune per Comune, unitamente a tutti i parametri di monitoraggio della qualità media dell’acqua erogata, come prescritto dall’Autorità Arera.

La risposta di Smat

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