Il 29 luglio 2021 è l’Overshoot day di quest’anno a livello mondiale, per l’Italia è già stato il 13 maggio
Purtroppo sotto questo nome c’è una “celebrazione” tutt’altro che bella, perché indica il giorno dell’anno in cui abbiamo finito di consumare le risorse prodotte dal Pianeta nell’intero anno, per cui da oggi fino alla fine del 2021 continueremo a consumare le risorse della Terra a debito (per le generazioni future). La cosa peggiore è che ogni anno questa data cade sempre più in anticipo e questa tendenza si è particolarmente accentuata negli ultimi anni, con l’unica eccezione del 2020 quando, a causa del confinamento dovuto alla pandemia, il Giorno del sovrasfruttamento del Pianeta è cascato più tardi del solito (il 22 agosto). Questo significa che, nonostante i disastri naturali che accadono ci segnalino che dobbiamo invertire la rotta, in realtà l’umanità utilizza sempre di più beni naturali in quantità che eccedono di gran lunga la biocapacità globale, ossia la capacità del Pianeta di rigenerare risorse (cibo, acqua, foreste, suolo) per ogni suo abitante.
Cosa si può fare per provare a cambiare?
Ognuno di noi ha un’impronta ecologica che cambia molto a seconda delle proprie abitudini quotidiane, come per esempio: i metodi di spostamento per andare a lavoro o a studiare (macchina, trasporto pubblico o bicicletta); il modo di consumare energia elettrica (lasciando sempre tutte le luci accese, attaccando il boiler anche quando non serve o viceversa usando la lavatrice/lavastoviglie solo a pieno carico, o sfruttando l’energia “verde” dei pannelli fotovoltaici); il nostro modo di mangiare (un’alimentazione a base di molta carne è più energivora di un’alimentazione vegetariana o con poca carne ogni settimana, così come comprare cibi che non sono di stagione, per cui arrivano dall’altra parte del pianeta, è più energivoro che acquistare prodotti a chilometro zero), il nostro modo di vestire. Ci sono quindi molte strategie alternative che le persone, anche singolarmente, possono mettere in atto per cercare di diminuire la propria impronta ecologica sul pianeta: Come ridurre l’impronta ecologica? | European Youth Portal (europa.eu).
«A livello comunale, invece – spiega Fiorenza Arisio, assessora all’Ambiente –, l’Amministrazione si sta impegnando ad attuare vari progetti all’insegna del motto: “pensa globale, agisci locale”, perché anche se i problemi del cambiamento climatico sono molto più grandi di un piccolo Comune come il nostro, ognuno può cercare di fare la propria parte per evitare il peggio. A questo scopo, per esempio, si è deciso di dare ai nostri cittadini l’occasione di scambiarsi abiti e oggetti ancora utilizzabili al centro di AviglianaRiusa, oppure si cerca di evitare di far diventare rifiuti degli alimenti che sono ancora utilizzabili (progetti: “Il cibo non si spreca”, “Resto…mangia!” e “Resto…mangia +”), o consumare energia pulita nelle scuole e negli edifici comunali (pannelli fotovoltaici su tutti i tetti comunali), o imparare a muoversi in bici sulle piste ciclabili (biciclettate mensili a cura del Comune)».
L’ultimo progetto, per mitigare la Co2 e le isole di calore, di cui è stata appena annunciata la vincita del bando del Ministero dell’ambiente da parte di Cmto, sarà la piantumazione di 3 ettari di terreni comunali con alberi di alto fusto nei pressi dell’area camper della Dora, a fianco della via Francigena ciclabile. La piantumazione sarà effettuata dal prossimo autunno puntando sulla competizione fra le stesse essenze, arrivando alla selezione degli alberi più forti e sani, in grado di massimizzare lo stato di salute del futuro bosco urbano. La piantumazione di questi alberi permetterà di stoccare notevoli quantità di Co2, mitigare il calore che arriva sia dall’asfalto di corso Europa che dal vicino parcheggio dell’area commerciale, nonché fornire un ambiente piacevole sotto cui sostare, per tutti coloro che frequenteranno l’area camper o si avvarranno della via Francigena ciclabile: non solo per turismo ma anche per spostarsi fra i vari Comuni. In questo modo anche Avigliana cerca di fare la propria parte per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e contrastare l’inquinamento dell’aria, visto che da settembre anche il nostro Comune sarà interessato dalle limitazioni del traffico già applicate da anni negli altri Comuni della cintura di Torino.
