Nobel, un premio esplosivo

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Presentato all’ex Dinamitificio il progetto di docufilm di Luigi Cantore, prodotto dal Valsusa Filmfest in collaborazione con il Comune di Avigliana e l’associazione Moon Live

Avigliana, 21 giugno 2023 – Inizieranno in tarda estate le riprese del docufilm di Luigi Cantore “Nobel, un premio esplosivo”, prodotto dal Valsusa Filmfest in collaborazione con il Comune di Avigliana e l’associazione Moon Live. La nuova opera del regista di Chiusa di San Michele, ancora con la sperimentata formula del “docufilm storico” in cui si alterneranno fatti del passato realmente accaduti con scene di fiction interpretate da attori, ci porterà questa volta in viaggio dalla metà dell’800 passando attraverso le due guerre mondiali, fino agli Anni ’60, quando al Dinamitificio Nobel di Avigliana cesseranno le lavorazioni.
Attraverso la sua vita, per tanti motivi molto difficile, scopriremo chi era Alfred Nobel, da quando iniziò con i genitori e i suoi fratelli a praticare, inventare e provare gli esplosivi fino a stabilizzare la dinamite. Si parlerà dell’istituzione del prestigioso Premio intitolato alla sua memoria, ci si sposterà presso la sua storica residenza di Sanremo (Villa Nobel) e naturalmente ad Avigliana, sede del dinamitificio, la prima grande fabbrica di esplosivi.
Le vicende (e le riprese) si svolgeranno in gran parte proprio nella Città dei due laghi, dove per poco meno di cento anni il Dinamitificio Nobel ha dato impiego a tante famiglie, comprese quelle che da Avigliana sono andate a lavorare e insegnare persino in Sudafrica le modalità di fabbricazione delle famosissime “cartuccere”.
Come è noto, anche Primo Levi vi lavorò come chimico nel 1946/47, quando lo stabilimento aveva ormai preso il nome Duco e produceva vernici, abitando nel dinamitificio. Un’altra parte delle riprese si svolgeranno invece a Sanremo proprio presso Villa Nobel, dove il grande inventore, imprenditore e filantropo svedese visse gli ultimi anni della sua vita, fino alla morte avvenuta nel 1896. Tante vite in questi quasi cento anni sono trascorse insieme a quella del dinamitificio tra dolori e lutti, con qualche gioia, ma lasciando molte tracce per il futuro.
«Da alcuni anni – spiega il sindaco di Avigliana Andrea Archinà – abbiamo avviato un percorso di valorizzazione dell’importante sito produttivo dell’ex Dinamitificio Nobel attraverso l’istituzione di un Museo che si snoda in maniera estremamente suggestiva in una parte dei cunicoli un tempo utilizzati per la produzione dei candelotti di dinamite. Grazie a studi tecnici condotti con realtà specializzate in progetti di rigenerazione urbana siamo riusciti a intessere una rete di rapporti con altri luoghi chiave della vita dell’inventore, come Villa Nobel a Sanremo e la municipalità di Karlskoga in Svezia, città natale di Nobel. Anche questo progetto cinematografico si inserisce quindi nella più ampia programmazione intrapresa per la valorizzazione dell’archeologia industriale e memoria culturale della Valle di Susa».
«Il film – dichiara il regista Luigi Cantore – vuole raccontare vari periodi, partendo dalla vita di Alfred Nobel, attraverso la vita quotidiana di operai e maestranze dalla fine del 1800 fino al 1965 circa. Si prendono in considerazione episodi vissuti realmente e altri di invenzione e fantasia come in tutti i film, ma tracciando e incrociando la quotidianità, le abitudini, la paura, le difficoltà che comporta questo tipo di lavoro, i miglioramenti che ci sono stati, ma non sufficienti a mettere in sicurezza i lavoratori che per fare il loro mestiere usavano la dinamite e la nitroglicerina. Insomma anche se in un periodo un po’ lontano dal nostro, quello che di bello e di brutto la vita ci regala giornalmente. La durata prevista del film è di 90 minuti, con attori professionisti per le parti principali, e comprimari, figuranti e comparse in maggior parte del posto: alla gente della nostra valle fa piacere rivivere su un set la storia delle proprie radici, come è successo per i miei precedenti film, da “Profumo di resina” a “Noi siamo i figli della Monce”, fino all’ultimo “La partigiana Fasulin”».
Con questo film Luigi Cantore prosegue e unisce nel suo lavoro di ricerca e documentazione attraverso il linguaggio cinematografico sia il racconto di fatti e persone che hanno percorso nella finzione (come nella saga del lungometraggio Profumo di Resina) o nella realtà (l’ultimo e più recente La partigiana Fasulin) la storia della Valle di Susa nei due secoli precedenti, sia quello sulle sue prime e più importanti industrie: le Officine Moncenisio (con Noi siamo i figli della Monce), il Maglificio Bosio e le Cartiere Sertorio (con L’acqua e la fabbrica) e ora il Dinamitificio Nobel.

Il Dinamitificio e Alfred Nobel
A Est della palude dei Mareschi si trovano i monumentali resti della più importante fabbrica mondiale di esplosivi degli Anni ’40. La ragione principale di tale scelta dislocativa fu certamente la presenza di formazioni collinari che consentivano una protezione all’abitato dagli effetti delle deflagrazioni che potevano essere causate da questa pericolosa attività. Il complesso, che rappresenta uno degli esempi più interessanti di architettura industriale d’inizio secolo, fu tra i primi stabilimenti industriali di Avigliana, all’inizio denominato “Società anonima per la fabbricazione della dinamite, brevetto Nobel”. Straordinario esempio di archeologia industriale di primo Novecento, il Dinamitificio Nobel fu costruito nel 1873 in un’area boschiva sita a Est della palude dei Mareschi, ai margini del centro abitato di Avigliana. Fornito di energia elettrica e di ferrovia interna collegata con la stazione, era dotato di laboratorio chimico e produceva, oltre agli esplosivi, intermedi chimici, sottoprodotti delle lavorazioni principali, concimi e vernici. In particolare, in questo stabilimento, su brevetto dell’americana Dupont, prese l’avvio della produzione di vernici Duco. Durante l’ultimo conflitto mondiale lo stabilimento fu teatro di bombardamenti e azioni partigiane. La fabbrica ha chiuso i propri battenti negli Anni Sessanta.
Nel 1888, il fratello di Alfred Nobel, Ludvig, muore mentre si trovava a Cannes. Per errore un giornale francese pubblica il necrologio della morte di Alfred condannandolo aspramente per l’invenzione della dinamite. Il titolo del necrologio recita: “Le marchand de la mort est mort” (Il mercante di morte è morto), continuando poi: «Alfred Nobel, divenne ricco trovando il modo di uccidere il maggior numero di persone nel modo più veloce possibile, è morto ieri». A seguito di questo episodio, Nobel avrebbe iniziato a preoccuparsi di come sarebbe stato ricordato dopo la sua scomparsa e la volontà di lasciare un’eredità migliore. Perciò il 27 novembre del 1895 sottoscrive il suo famoso testamento, con cui istituisce quei riconoscimenti da assegnare annualmente a personalità che si sono distinte nei campi della conoscenza umana e hanno “portato considerevoli benefici all’umanità” e che sono diventati noti come Premi Nobel.

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