Streghe, maghi, incantatrici e straordinari animali, mostra collettiva di 46 artisti a cura di Arte per voi all’ex chiesa di Santa Croce da sabato 6 settembre 2025
Avigliana, 1 settembre 2025 – Sarà inaugurata sabato 6 settembre alle 15,30 alla ex chiesa di Santa Croce in piazza Conte Rosso, la mostra dal titolo Un mondo di fiabe. Streghe, maghi, incantatrici e straordinari animali, collettiva di 46 artisti a tema fantasy. L’esposizione, con il patrocinio del Comune di Avigliana, della Regione Piemonte e della Città metropolitana di Torino è a cura di Arte per voi con la collaborazione dell’archeologa e storica dell’arte Donatella Avanzo.
Da sabato 6 settembre a domenica 19 ottobre saranno esposte pitture, sculture, ceramiche, acquerelli, fotografie, grafiche digitali, installazioni sul tema della fiaba. L’orario di apertura è il sabato e la domenica dalle 15 alle 19.
«Questa mostra – ricordano Giuliana Cusino e Luigi Castagna, curatori della mostra – è dedicata ai bambini di Gaza a cui nessuno racconta più fiabe. È dedicata a tutti i bambini che soffrono. È dedicata ai nostri bambini che un giorno forse cambieranno il mondo».
Artisti: Elena Albanese, Franca Baralis, Giuliana Bellina, Marco Berardinelli, Ines Daniela Bertolino, Susanna Bianchi, Cetty Boniello, Ivo Bonino, Gilda Brosio, Nadia Brunori, Raffaella Brusaglino, Enrica Campi, Meris Carabetta, Claudia Cataldo, Rosetta Chiaberge, Alfredo Ciocca, Paola Comolli, Luisella Cottino, Giuliana Cusino, Francesca Della Betta, Piero Della Betta. Lorenzo Di Lauro, Luisa Diaz Chamorro, Maria José Etzi, Francesca Finello, Giuseppe Garau, Silvana Gavazza, Sonia Girotto, Koichi Hasegawa, Evgeniy Karpenko, Pippo Leocata, Gianmatteo Lopopolo, Michela Macrì, Roberto Marchetto, Davide Mazzetto, Elena Monaco, Vinicio Perugia, Guido Roggeri, Valeria Tomasi, Mara Tonso, Simone Trotta, Barbara Vallero, Nino Ventura, Maria Laura Verdoia, Massimo Voghera, Serena Zanardo.

“C’era una volta”, si dice, come se oggi non ci fosse più. Omicidi, abusi e tanta cattiveria, sopraffazione, violenza, ma anche amore, amicizia… le fiabe sono il caleidoscopio colorato della vita. Sono storie drammatiche, romantiche, fantastiche, trasformate a piacere, a seconda del gusto di chi narra e di chi ascolta. Fiabe che mutano a seconda dei tempi e dei costumi, raccontate da scrittori come Andersen, i fratelli Grimm e Perrault, ma anche dagli italiani Basile, Straparola, Calvino e Rodari.
Quelli che per molti sono solo racconti da focolare, storie apotropaiche o rassicuranti, educative o immaginifiche, spesso celano risvolti inquietanti.
E se Barbablù fosse esistito davvero?
Fiabe molto spesso lontane, talvolta lontanissime dai protagonisti e dalle vicende che le hanno ispirate.
Fiabe che rotolano nel tempo modificando i loro tratti, cambiando pelle.
“E vissero tutti felici e contenti”? Non proprio. “Si risvegliò grazie al bacio del vero amore”? Neanche per idea.
Un grande scrittore come Rodari, sapeva trasmettere attraverso il divertimento messaggi di allegria e speranza promuovendo valori come la solidarietà e l’amicizia.
La sua ostinazione sulla necessità della fiaba lo condusse un giorno a scrivere un messaggio intramontabile: “Eliminare le fiabe significherebbe creare individui simili a robot, perfetti esecutori privi di capacità di apportare novità al mondo”.
In un’epoca in cui la vita moderna sembra limitare le potenzialità umane, la fiaba diventa uno strumento indispensabile per coltivare la creatività l’immaginazione, qualità fondamentali per lo sviluppo di un individuo completo.
La fiaba, in quanto mondo del possibile, offre un terreno fertile per coltivare l’utopia e la speranza, elementi essenziali per affrontare le sfide della vita reale. Ringrazio tutti gli artisti che partecipano con grande entusiasmo a questa mostra nutrendosi di creatività, unita alla capacità di immaginare e di sognare, qualità che rendono l’essere umano migliore riconciliandolo con la sua infanzia assopita.
Donatella Avanzo
archeologa e storica dell’arte
