Più energia sostenibile dal territorio

5 minuti di lettura

La Comunità energetica locale della Val di Susa, denominata Valli alpine, ha avuto il suo battesimo ufficiale nella serata di presentazione via web  di mercoledì 16 dicembre 

La costituzione della Oil free zone da parte dell’Unione montana la scorsa primavera (e il suo recepimento in autunno da parte del nostro Comune) sono un importante segnale per poter dare finalmente l’avvio a quella transizione energetica prevista dall’obiettivo 7 degli Obiettivi dello sviluppo sostenibile individuati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, tramite la costituzione di Comunità energetiche. La «comunità energetica» è un’aggregazione di cittadini, Comuni, Pmi sul territorio, in qualsiasi forma purché non animata dal profitto come prima finalità, in cui si riconosce ai cittadini il diritto di autoprodurre, autoconsumare, stoccare e vendere energia rinnovabile.

La Comunità energetica locale era già possibile in Piemonte grazie a una legge regionale del 2018, ma con la recente conversione in legge del decreto Milleproproghe dello scorso inverno, è stata ampliata la possibilità di costituire delle Comunità energetiche locali, che possono andare dalla taglia di un condominio, fino alla costituzione di reti locali più diffuse in un certo territorio, come un Comune. Con il Decreto Rilancio, che ha introdotto il Supebonus del 110%, è stata promossa la realizzazione delle Comunità energetiche rinnovabili in cui gli impianti non devono essere entrati in funzione prima di marzo del 2020, devono essere collegati alla stessa cabina di bassa-media tensione e non devono produrre più di 200 kW/h l’uno (anche se questo limite si è richiesto che venisse ampliato nelle osservazioni che sono state inviate al Ministero dell’Ambiente e che si spera che verranno recepite prossimamente). Secondo il decreto del Mise, l’energia prodotta verrà remunerata sia con un rimborso di 9€ a kW/h per il risparmio sulla trasmissione in rete, sia con un pagamento di 110€ MW/h dell’energia prodotta all’interno di una Cer. Questa tariffa incentivante varrà per 20 anni dalla messa in funzione dell’impianto, ma per poter accedere a questi incentivi, bisognerà avere un contatore di nuova generazione che permetta di effettuare letture della produzione oraria.

Tutto questo vale ovviamente se si parla di produzione di energia elettrica tramite fonti rinnovabili come i pannelli fotovoltaici (che possono essere installati dai cittadini come misure secondarie del Superbonus del 110%), ma vale anche per l’energia termica che potrebbe essere sviluppata attraverso centrali di teleriscaldamento a biomasse.
Poiché però non è possibile che le energie rinnovabili funzionino al meglio se non c’è una giusta coibentazione, il primo passo resta comunque la promozione del risparmio energetico tramite le principali misure del Superbonus del 110%, che riguardano l’isolamento termico degli immobili (i quali sono responsabili di circa il 60% delle emissioni dei gas a effetto serra).
Il Comune potrà fare la sua parte, e agevolare la costituzione delle varie Cer, sia individuando quali sono le situazioni abitative che potrebbero essere inserite in una sperimentazione, sia costituendo un’Associazione temporanea di impresa con Pmi e privati cittadini che volessero attivarsi per produrre e consumare energia rinnovabile.
Per parlare più in dettaglio di tutte le questioni di tipo pratico e burocratico che devono essere affrontate da coloro che sono motivati a far parte della transizione energetica, a gennaio sarà organizzata una nuova serata informativa a cui sono chiamati a partecipare tutti i cittadini aviglianesi.
Nel frattempo invitiamo chi fosse interessato a capire quali sono i requisiti necessari per far parte di una Cer, a compilare il questionario on line.

COSTITUZIONE DELLA COMUNITA' ENERGETICA DELLA VAL DI SUSA

Programma: – Saluti (P. Banchieri – Presidente Unione Montana Valle Susa – Sindaco di Caselette) – Introduzione (O. Vair – Assessore Politiche energetiche UMVS) – La transizione energetica e gli obiettivi 2050 (A. Poggio – Politecnico di Torino) – La rilevanza delle CE in Italia (K. Eroe – Legambiente Onlus) – Le CE: tipologie e progetti in Piemonte (A. Tartaglia) – Il progetto CEVS (A. Crocetta – Politecnico di Torino) – Il coinvolgimento territoriale (G. Talachini – LENO/LaForesta e M. Avondetto – Acsel SpA) – Acquisizione dati di consumo energetico a disposizione degli EEPP (G. Cerino – Politecnico di Torino) – I prossimi passi (M. Parisio – responsabile Ambiente, Energia e Territorio UMVS)

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Salone dell’Orientamento

Prossimo articolo

Aiutare gli altri: la cosa più bella

Ultime notizie di Ambiente

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: