Libertà in vendita

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Circolarmente invita a parlare la professoressa di filosofia politica Valentina Pazé su un tema molto attuale mercoledì 22 novembre al Bertotto

Avigliana, 13 novembre 2023 – Mercoledì 22 novembre 2023 nei locali dell’auditorium Daniele Bertotto, alle 20,45 inizierà la terza tappa del programma dell’associazione culturale Circolarmente di Avigliana dedicato quest’anno al tema: Libertà e dintorni. Sarà ospite degli incontri di Circolarmente la professoressa Valentina Pazé, docente di Filosofia politica presso l’Università di Torino. «La professoressa – spiegano gli organizzatori – è autrice del saggio “Libertà in vendita, il corpo tra scelta e mercato” edito da Bollati Boringhieri. Affronterà, come è suo solito in maniera appassionata e rigorosa l’analisi di alcune forme di sfruttamento a cui assistiamo con crescente imbarazzo nelle nostre democrazie». L’iniziativa si svolge con il patrocinio del Comune di Avigliana e con la partecipazione della Casa dei Libri, che è sempre di più un punto di riferimento per molti concittadini amanti della lettura.

Libertà in vendita: il corpo delle donne fra scelta e mercato
Auditorium Daniele Bertotto, scuola media di Avigliana Defendente Ferrari, via Cavallieri di Vittorio Veneto 3, alle 20,45 di mercoledì 22 novembre 2023

Il saggio
Che cosa hanno in comune la prostituzione, la maternità surrogata e l’uso del velo all’interno dell’islam? Il fatto di coinvolgere – spesso, anche se non sempre – il corpo delle donne. Ma anche la capacità di fare emergere la natura contraddittoria, ambivalente, disturbante della libertà nell’epoca del neoliberismo e delle democrazie di mercato.
Da un lato, in effetti, la possibilità di offrire il proprio corpo a fronte di un compenso sembra ampliare la gamma delle scelte a disposizione in termini di uso del proprio corpo, del proprio tempo, della propria autonomia. Dall’altro, però, accedere a queste stesse possibilità richiede anzitutto di acconsentire a considerare l’intimità, sessuale e riproduttiva, come una merce tra le altre. Difficile non chiedersi, allora, se simili scelte possano ritenersi genuinamente volontarie. Da qui la domanda che percorre tutto il libro di Valentina Pazé: siamo davvero liberi? E se sì, di quale libertà parliamo?
Per rispondere, l’autrice impiega in modo chiaro, lucido, preciso, gli strumenti della filosofia: in primis di quella antica, che ha fornito le categorie per impostare il dibattito sulla libertà, e in secondo luogo del pensiero politico moderno e contemporaneo. Che si interfaccia inevitabilmente, su questi temi, con quello sociologico, giuridico ed economico.
In un mondo sempre più diseguale, dietro un incontro formalmente paritario tra soggetti liberi e consenzienti si nascondono spesso – pur mediati dalla forma giuridica del contratto – rapporti di subordinazione, se non di vero e proprio sfruttamento. È un’asimmetria sostanziale, insomma, a generare le forme contemporanee di uno strano tipo di schiavitù, che appare, a prima vista, volontaria e deliberata.
Proprio a partire da questa ambivalente «libertà» prende parola Valentina Pazé. Non per ridurne o squalificarne la portata, ma per restituirne la profondità storica, esistenziale e filosofica. Metterne in luce le contraddizioni, e nominarne gli effetti. Che, nelle odierne democrazie capitalistiche, possono essere al contempo di emancipazione e di assoggettamento. O, a ben vedere, possono essere parallelamente di emancipazione per alcuni, e di assoggettamento per altri: lungo una linea tracciata troppo spesso da reddito, genere, posizione sociale.

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