Verso il Patto di Comunità

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Nasce il progetto Patti educativi di Comunità “Scuola aperta – l’Officina delle idee” che ha come attori il Comune di Avigliana, l’Istituto comprensivo e l’Istituto Galileo Galilei. Inaugurati due nuovi murales sui 17 Obiettivi dell’Agenda Onu 2030 a cura del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte contemporanea

I dirigenti, i docenti, gli studenti e gli amministratori che hanno siglato il Patto di Comunità
I dirigenti, i docenti, gli studenti e gli amministratori che hanno siglato il Patto di Comunità

Avigliana, 24 giugno 2021 – «Siamo alla fine di un anno scolastico complesso – afferma l’assessora all’Istruzione Paola Babbini – che ha messo a dura prova studenti, famiglie e insegnanti. Proprio in questo momento è nata l’esigenza di rafforzare il legame sul territorio tra le scuole, le famiglie e il Comune. Nel progetto, che coinvolge le istituzioni scolastiche di Avigliana e l’Amministrazione comunale, si propone una visione unitaria della proposta didattica trasversale a tutte le scuole, in cui tutta la comunità può portare il proprio contributo». Grazie al progetto Patti educativi di Comunità “Scuola aperta – l’Officina delle idee” l’Amministrazione e gli istituti scolastici coinvolti favoriscono la condivisione degli spazi e delle risorse pubbliche a beneficio non soltanto dell’utenza interna ma anche della comunità del territorio. Si costruiscono così forme di collaborazioni sinergiche con i diversi soggetti territoriali, realtà imprenditoriali emergenti e start up.
​ Una delle prime attività condivise nell’ambito del Patto di Comunità è stata la creazione dei due murales ispirati all’Agenda Onu 2030 e ai 17 Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile, uno sulla facciata della Defendente Ferrari e uno all’ingresso della succursale del Galilei.

Andrea Archinà, sindaco di Avigliana, Giancarlo Vittone, dirigente scolastico Istituto Galileo Galilei, Paola Babbini, vicesindaco di Avigliana, Romana Guma, dirigente scolastica Ic Avigliana
Andrea Archinà, sindaco di Avigliana, Giancarlo Vittone, dirigente scolastico Istituto Galileo Galilei, Paola Babbini, vicesindaco di Avigliana, Romana Guma, dirigente scolastica Ic Avigliana

«L’idea – spiega Giancarlo Vittone, dirigente dell’Istituto Galileo Galilei – è stata quella di consolidare quei rapporti che hanno coinvolto il territorio in progetti con una valenza, culturale, artistica, scientifica e tecnologica. Questo patto ha impegnato studenti di entrambe le scuole e il territorio che ci ospita. In particolare, il progetto che avrà una rilevanza molto importante in futuro riguarda il Laboratorio di fabbricazione digitale, il Fablab. Come Istituto garantiremo la presenza di un nostro docente per almeno un pomeriggio a settimana, affinché tutti possano sperimentare le tecnologie che stanno nascendo».
​ «Abbiamo aderito con entusiasmo a questo Patto di Comunità – dichiara Romana Guma, dirigente dell’Istituto comprensivo di Avigliana –. Attraverso le attività proposte i ragazzi hanno potuto stare di nuovo insieme e recuperare quel poco di normalità che ci era stata sottratta. Ci sarà un ampliamento dell’offerta formativa e questa è la dimostrazione che quando le istituzioni scolastiche, il Comune e gli altri enti lavorano in perfetta sinergia si può arrivare a risultati positivi per tutto il territorio».
​ «Sin dall’apertura del Castello di Rivoli Museo d’Arte contemporanea nel 1984 – dichiara Anna Pironti, responsabile capo Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte contemporanea – il Dipartimento Educazione ha interagito con il territorio nelle diverse forme, privilegiando la collaborazione con il mondo della scuola e della formazione poiché l’arte del nostro tempo assume innumerevoli valori e significati, sempre in relazione alle istanze della contemporaneità.
​ I nuovi wall painting a cura del Dipartimento Educazione, realizzati dagli allievi dell’Istituto comprensivo e dell’Istituto tecnico Galileo Galilei di Avigliana, sono ispirati all’Agenda Onu 2030 e ai 17 Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile. Ciascun obiettivo è rappresentato sul muro dipinto della scuola, identificato da un pittogramma e da uno specifico colore.

Wall painting a cura del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli
Wall painting a cura del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli

​ I 17 Obiettivi richiamano l’attenzione su un insieme di questioni importanti e non più rinviabili, come l’educazione di qualità, la lotta alla povertà, la sostenibilità della vita e degli ambienti cittadini, il contrasto al cambiamento climatico e il rafforzamento del partenariato globale per lo sviluppo sostenibile, solo per citarne alcuni.
​I wall painting, a cura del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte contemporanea, assumono all’Istituto Comprensivo la forma di un orizzonte visivo cromatico, che presenta sulla stessa linea i 17 simboli che idealmente sono adottati dalla scuola come impegno civico nel tempo presente e per il futuro.
​ Nell’ingresso dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri Galileo Galilei di Avigliana invece ricoprono interamente le pareti, poiché ogni intervento è correlato allo spazio. Nello stesso ingresso dell’Istituto, completa il wall painting il segno-simbolo del Terzo Paradiso – in omaggio al progetto condiviso di Michelangelo Pistoletto – qui circondato dai numeri che vanno dall’1 al 17, un richiamo all’Agenda 2030 e un rinnovato impegno nella Valle attestato dalla presenza del Terzo Paradiso in diversi luoghi, dal Forte di Exilles al Polo Sanitario di Avigliana».
​ «Ci fa particolarmente piacere – conclude Andrea Archinà, sindaco di Avigliana – che le ricadute visive di questo patto siano riconducibili a temi che ci sono molto cari. Non a caso si tratta dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 che le Artenaute del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli hanno scelto per rimodulare un murales già presente e caro a molti studenti aviglianesi. Così come il Terzo Paradiso, simbolo che il maestro Michelangelo Pistoletto ha voluto dedicare e donare al mondo che non a caso trova posto negli ambienti della nostra Casa della Salute. Un cerchio che ci riconduce alla comunità stessa, a cui ci appelliamo perché si faccia portatrice di questi valori negli anni complessi che stiamo vivendo e in quelli che verranno».

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