Sperare o disperarsi?

3 anni fa
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Leggere il nostro presente tra il principio disperazione e il principio speranza: le voci di Günther Anders e di Ernst Bloch. Un incontro di Circolarmente giovedì 27 ottobre alle 20,45 al Bertotto 


Giovedì 27 ottobre 2022 alle 20,45 all’auditorium Daniele Bertotto, presso la scuola media Defendente Ferrari di via Cavalieri di Vittorio Veneto, 3 l’associazione Circolarmente invita a partecipare all’incontro dal titolo Leggere il nostro presente tra il principio disperazione e il principio speranza.
In un’epoca che ha reso inconcepibile – prima ancora che impraticabile – un’alternativa alle tragedie annunciate del presente, il confronto fra Il principio speranza di Ernst Bloch e Il principio disperazione di Günther Anders rischia facilmente di apparire come un omaggio nostalgico alla storia della filosofia del Novecento, anziché come una provocazione destabilizzante verso la nostra straordinaria capacità di assuefarci al peggio. Pur rivendicando opposte istanze filosofiche, questi due capolavori filosofici possono rivelarsi soprattutto oggi di un’inattualità eretica proprio per la loro comune e inesausta ribellione contro ogni tentazione inerziale.

«Il principio di speranza – spiega il relatore, il professor Leonard Mazzone, assegnista di ricerca in filosofia sociale e politica all’Università Bicocca di Milano – è un’esplorazione enciclopedica di questa straordinaria “passione del futuro”, che ogni giorno ci invita a leggere in ciò che è, già la possibilità del “non ancora” attraverso i nostri sogni a occhi aperti, le opere dello spirito che ci consegnano l’immagine di un mondo migliore, fino ad arrivare alle immagini erotiche capaci di schierare il nostro intero essere contro la morte. A rendere obsoleto l’uomo, secondo Anders, è il dislivello prometeico fra i prodotti della tecnica e la nostra (in)capacità di immaginarne le conseguenze: anziché realizzare utopie, dovremmo avere il coraggio di immaginare gli effetti catastrofici della nostra inedita capacità distruttiva del mondo, peraltro attestata dal ritorno di un’escalation nucleare che avevamo rimosso dopo il 1989. Perché non immaginare, allora, una speranza tragica, capace di dare inizio a qualcosa di nuovo grazie alla paura della scomparsa del mondo e, per converso, una disperata ribellione contro la sua distruzione?».

Maggiori informazioni sull’incontro qui.

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