Petizione Pertusera: l’Amministrazione replica

6 anni fa
2 minuti di lettura

L’Amministrazione comunale di Avigliana replica alla proposta di iniziativa popolare per la realizzazione del parco cittadino della Pertusera, effettuata tramite petizione pubblica on line

«Siamo lieti che i cittadini partecipino alla vita pubblica con spirito ambientalista e seguendo gli ideali che da sempre contraddistinguono questa Amministrazione e la lista civica Avigliana Città Aperta. Il consumo di suolo zero, laddove perseguibile, è principio che ci ispira e che ha sempre contraddistinto il movimento popolare che fin dagli Anni ‘90 ha combattuto qui ad Avigliana le speculazioni edilizie e le cementificazioni. Quando si lanciano iniziative e petizioni in favore dell’ambiente è necessario però documentarsi adeguatamente. Le informazioni contenute nella premessa alla petizione contengono infatti alcune affermazioni errate e fuorvianti che siamo costretti a rettificare e smentire.

1. La superficie interessata dall’ipotesi di installazione di un eventuale nuovo distributore, nei disegni indicati dai promotori della petizione appare più grande di almeno tre volte rispetto al previsto.
La parte effettivamente edificabile è quella corrispondente alla fascia di rispetto della strada statale, pari a 30 metri di profondità. La restante parte di terreno non è passibile di cementificazione perché si tratta di aree già agricole. Per comprendere meglio, è sufficiente confrontare l’area indicata dai proponenti con quella effettivamente autorizzabile per la realizzazione di impianti di distribuzione carburanti e servizi come da foto seguente.

2. Gli argini della Dora non sono stati messi in sicurezza al fine specifico di consentire l’edificazione del Centro commerciale. Tutt’altro: l’obiettivo è stato quello di strutturare una difesa di tutto il territorio circostante in seguito all’alluvione del 2000. Le opere del canale Naviglia 1 e 2 hanno consentito infatti di realizzare il progetto Aipo di messa in sicurezza di un’ampia parte dell’abitato di Avigliana (elenchiamo come esempio alcune delle vie: via XXV Aprile, via Carnino,via Matteotti, via Gramsci, Via Mompellato, corso Dora). Sicuramente gli aviglianesi ricordano gli ingenti danni subiti e per chi non conosce o non ricordi, per molti giorni gli abitanti di via Matteotti sono entrati in casa tramite passerelle di legno.

3. A partire dal 1995 le Amministrazioni che si sono succedute hanno già progressivamente preservato quel territorio e tutta l’area della Cb27 con una riduzione sostanziale delle cubature. Dai 570mila mc previsti nel Piano regolatore generale comunale approvato dalla regione nel 1995 si è passati gradualmente nel corso di 30 anni ai 27mila mc di cui parla la petizione. L’impatto ambientale originario sarebbe stato devastante in confronto a quanto realmente costruito oggi. E sarebbe quindi utile ricordare, quando si affronta questo tema, che è stato grazie alle Giunte che dagli Anni ‘90 governano Avigliana che si sono ridotti il volume e la superficie edificabili di quell’area. A riprova della determinazione con la quale è stato perseguito tale obiettivo, l’approvazione del Piano esecutivo convenzionato relativo alla costruzione del Centro commerciale è stata sottoposta alla dismissione al Comune di 40mila metri quadrati di terreno rendendoli così inedificabili. Questa Amministrazione oggi vorrebbe quindi convertire quella superficie a bosco urbano attraverso un progetto recentemente candidato al bando “Restauro ambientale sostenibile” della Compagnia di San Paolo che prevede la riqualificazione ambientale dell’ambito compreso fra la ferrovia e la Dora.

Progetto iniziale di capannoni per 570mila metri cubi di costruzioni
Progetto iniziale di capannoni per 140mila metri cubi di costruzioni

 

Se sui terreni posti a Ovest, dunque, l’Amministrazione è in grado di avanzare iniziative autonome, lo stesso non può dirsi di quelli a Est che permangono di proprietà privata, ma soprattutto hanno già una destinazione agricola che meriterebbe forse di essere mantenuta.
Riteniamo quindi che questa petizione, basandosi su premesse inesatte e contenendo informazioni errate, potrebbe indurre a clamorosi errori di valutazione rispetto alla decisione di sottoscriverla».

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