Martedì 8 dicembre, al Presidio di San Didero per celebrare i 15 anni della liberazione del prato di Venaus era presente anche una rappresentanza della nostra Città insieme ai Comuni della Val di Susa

Avigliana, 8 dicembre 2020 – La manifestazione No Tav di oggi 8 dicembre 2020 a San Didero celebra i 15 anni dalla liberazione del prato di Venaus. Nel 2005 i manifestanti No Tav impedirono l’avvio del cantiere per lo scavo del cunicolo geognostico in una vasta area nel Comune di Venaus, occupato dalle Forze dell’ordine. Il cantiere fu poi spostato a Chiomonte. Avigliana aderisce oggi alla manifestazione, sollecitando ulteriormente il Governo a ridiscutere l’opera, come la stessa Corte dei Conti europea ha indicato l’estate scorsa.
Recentemente, il 24 novembre scorso, le Amministrazioni comunali dell’Unione Montana Valle Susa hanno incontrato il ministro per le Infrastrutture e trasporti Paola De Micheli in un colloquio in videoconferenza, sollecitato da oltre un anno e mezzo, per discutere della questione Susa-Salbeltrand. Una nuova variante di Telt (la società che costruisce il tunnel) prevede infatti di spostare a Susa la gestione dell’enorme mole di materiale di scavo, per la quale i sindaci della Valle chiedono sia seguito l’iter della Valutazione di impatto ambientale. La ministra ha risposto ai sindaci che gli uffici del ministero stanno valutando tutti gli aspetti tecnici del caso.
«Nel contesto attuale – spiega il sindaco Andrea Archinà –, l’adesione del Comune di Avigliana alla ormai tradizionale manifestazione No Tav dell’8 dicembre assume un duplice significato. Non solo vuole rimarcare la netta contrarietà a un’opera inutile e dannosa, come ormai ampiamente dimostrato da autorevoli studi, ma vuole sollecitare una volta di più i proponenti l’opera a considerare le priorità che il nostro Paese dovrà affrontare nel prossimo futuro. La pandemia in corso ha dimostrato che la programmazione in Italia corre ormai da troppo tempo – è proprio il caso di dirlo – su binari sbagliati. Oggi possiamo fermarci a riflettere su come i fondi stanziati e ancora da stanziare, possano essere più efficacemente impiegati sulle politiche sanitarie, sociali ed economiche che rispettino l’ambiente e soprattutto i territori coinvolti. Per questo chiediamo fermamente il procedimento della Via sulla nuova variante».
In questa giornata dell’8 dicembre il Movimento No Tav continua a impedire la realizzazione della linea Torino-Lione, che non è ancora partita. La protesta avviene in forma statica ed è una delle rare manifestazioni in tempo di Covid a essere stata autorizzata.
