Francesco Clemente, figlio della vittima innocente di camorra Silvia Ruotolo, ha incontrato i ragazzi che partecipano a uno dei campi estivi di Avigliana, grazie alla collaborazione tra l’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Avigliana e il presidio di Libera bassa Val Susa Silvia Ruotolo
Proseguono le attività del CampingJo all’insegna dell’impegno civile e della cittadinanza attiva. Proprio ieri giovedì 8 luglio, grazie alla collaborazione con l’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Avigliana, il presidio Libera bassa Val Susa Silvia Ruotolo ha organizzato un incontro al parco Alveare verde con 12 ragazzi del CampinJo, gli animatori della cooperativa Madiba e Francesco Calabrò dell’ufficio giovani del Comune di Avigliana per cooperativa Orso.
Protagonista dell’incontro Francesco Clemente, figlio di Silvia Ruotolo, vittima innocente di camorra, uccisa nel 1997 da una raffica di mitra destinata all’esponente di un clan. Clemente era già stato ad Avigliana nel 2018, in occasione dell’intitolazione del piazzale Coop di via Ailliaud alla madre ed è in stretto contatto con il presidio di Libera intitolato proprio a Silvia Ruotolo. La famiglia Clemente è impegnata sul fronte della lotta alla camorra e la sorella di Francesco, Alessandra Clemente è assessora del Comune di Napoli alle Politiche giovanili e candidata sindaco alle prossime elezioni amministrative del capoluogo campano. All’incontro ha partecipato Francesco Falcone, figlio di un’altra vittima di violenza a Napoli. Il padre fu ucciso per futili motivi.
Silvia Ruotolo, 39 anni, fu assassinata l’11 giugno del 1997 a Napoli, mentre tornava nella sua casa di salita Arenella, nel quartiere Arenella, dopo essere andata a prendere a scuola il figlio Francesco, di 5 anni. A guardarla dal balcone c’era Alessandra, la figlia di 10 anni.
Il commando di camorra che sparò all’impazzata aveva come obiettivo Salvatore Raimondi, affiliato al clan Cimmino, avversario del clan Alfano. Furono sparati quaranta proiettili che, oltre a uccidere Salvatore Raimondi e ferire Luigi Filippini, raggiunsero Silvia Ruotolo alla tempia, uccidendola sul colpo. La collaborazione con la polizia di uno dei killer, Rosario Privato, risultò decisiva per l’individuazione del gruppo di fuoco.

