Il giorno del “debito ecologico” con il nostro pianeta, così si può “tradurre” l’Earth overshoot day, ogni anno arriva sempre prima: l’anno scorso era il 2 agosto, quest’anno cade invece oggi
Negli Anni ’70, eravamo ancora in equilibrio con il nostro pianeta perché, come per ogni un buon conto in banca, consumavamo solo gli “interessi” del nostro capitale naturale il 31 dicembre. Nel corso di quasi mezzo secolo, nonostante si sapesse bene già allora cosa fosse necessario fare per non intaccare il nostro capitale (di risorse naturali e di contenimento dei rifiuti) siamo invece riusciti a mangiarci tutti gli interessi e consumare anche ciò che, se pur ancora disponibile per noi, a breve non lo sarà più per le generazioni future, poiché, pur non avendo ancora trovato il modo di utilizzare le risorse di altri pianeti, stiamo consumando il nostro mondo come se avessimo a disposizione 1,7 pianeti Terra.
Questo è il triste scenario da cui sono partiti i ragionamenti fatti questa mattina a Oulx da Luca Mercalli, ospite d’onore dell’inaugurazione di due “colonnine” per la ricarica di auto elettriche che prossimamente saranno presenti anche ad Avigliana. Se si considera che per ogni chilogrammo di carburante immesso in un’auto, si generano 3 chilogrammi di anidride carbonica, più altri inquinanti che alla lunga hanno effetti cancerogeni, evitare l’uso di fonti fossili (sia per il rifornimento delle vetture che per il riscaldamento delle case) potrebbe portare a un grosso miglioramento soprattutto per quel che riguarda l’inquinamento dell’aria.
Ma la domanda che sorge spontanea è: sarà sufficiente utilizzare la mobilità elettrica per invertire la rotta dei consumi sfrenati di materie prime e della produzione di rifiuti/inquinanti che corrode sempre più il nostro “capitale naturale”? Sicuramente l’auto elettrica non è la panacea di tutti i mali, ma può essere uno dei modi con cui affrontare un problema complesso come quello dell’inquinamento dell’aria e della continua estrazione di combustibili fossili e guerre a essa correlate. Questo ovviamente a patto che l’energia elettrica utilizzata per ricaricare le automobili non provenga da centrali alimentate da fonti fossili, altrimenti il problema si sposta solo dall’auto dei singoli, alla centrale elettrica. In Italia l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili è pari al 39,8% (comprendendo l’energia idroelettrica, solare, eolica e geotermica) a dimostrazione che se lo Stato compie politiche di incentivazione (l’energia prodotta con pannelli fotovoltaici è arrivata all’8% in pochi anni) si possono ottenere benefici per le nuove tecnologie e per l’ambiente.
Visti i prezzi delle vetture e la scarsa infrastrutturazione, per fare in modo che il mercato delle auto elettriche decolli, però, servono ancora incentivi sia per l’acquisto dei veicoli elettrici che per l’installazione di punti di ricarica diffusi sul territorio. Non per niente tante auto elettriche che vediamo girare nella nostra valle sono francesi o olandesi: in questi due Paesi è infatti già possibile acquistare dei veicoli elettrici usufruendo di incentivi e anche la rete di rifornimento/ricarica è molto più estesa che in Italia. In attesa che parta anche da noi una politica di incentivazione, quindi, quello che i Comuni possono fare per il momento, assieme agli operatori che possono fornire i punti di ricarica, è mettere a disposizione il suolo pubblico per fare installare “colonnine” di ricarica sia “normali” (3,7 o 22kW) che “fast charge” (40 o 50 kW).
«Allo stato attuale in cui si trova questa tecnologia – spiega l’assessore alle Politiche ambientali Fiorenza Arisio -, la differenziazione fra punti di ricarica “normali” e “fast” è molto importante anche per la promozione del territorio (non per niente a Oulx è stato installato nei pressi del Centro commerciale Le Baite, che ha contribuito al progetto). Ad Avigliana è già presente da anni presso l’ufficio turistico sul Lago Grande una “colonnina normale” voluta dal solo Comune, e questa collocazione si è rivelata vincente perché nel periodo di tempo necessario per una ricarica, i turisti che sono in transito possono sostare sul lago o nei locali nei pressi della “colonnina”. Prossimamente si prevede di installare, in differenti punti della città, altre “colonnine normali” che possano andar bene sia per la ricarica delle bici elettriche che per le auto, e anche una “fast charge” nei pressi dell’uscita autostradale. Poiché chi possiede un’automobile elettrica sa che è molto importante preventivare le soste per la ricarica durante il viaggio, l’installazione di queste “colonnine” non porterà soltanto benefici per l’ambiente, ma anche per la promozione turistica del nostro territorio. Perché chi non avrà fretta e potrà usufruire dei punti di ricarica “normali”, nell’ora mediamente necessaria per la ricarica dell’auto, avrà una ragione in più per fermarsi a fruire delle bellezze e dei servizi offerti dal nostro territorio».
