“Siamo liberi!”, testimonianza per il Giorno della Memoria

1 anno fa
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Lunedì 27 gennaio 2025 alle 17,30 presso la biblioteca civica Primo Levi di Avigliana si tiene la presentazione del libro “Siamo liberi” di Gustavo Meltzeid 

“Dicevano che l’ultima mezz’ora sarebbe bastata per eliminare tutti e se non l’hanno fatto è stato unicamente per l’inaspettato arrivo delle truppe americane” Gustavo Meltzeid

Avigliana, 18 gennaio 2025 – Quest’anno, per celebrare il Giorno della Memoria ad Avigliana, Anpi Avigliana in collaborazione con l’Amministrazione comunale, ha organizzato la presentazione del libro di Gustavo Meltzeid “Siamo liberi!” (Genesi editrice, 2014) che si svolgerà lunedì 27 gennaio 2025 alle 17,30 presso la biblioteca civica Primo Levi. All’incontro sarà presente e interverrà Guglielmo Meltzeid, figlio di Gustavo, insieme a Daniela Molinero, presidente Anpi Avigliana e Giuseppe Bonfratello del Centro di documentazione Antonio Labriola.  Gustavo Meltzeid fu artista, docente di pittura e scultura, e i suoi disegni realizzati nel campo di prigionia di Mauthausen, alcuni dei quali rielaborati dopo la liberazione, saranno esposti in biblioteca. La mostra sarà inaugurata lunedì 27 gennaio alle 11,30 e si potrà visitare fino al 4 febbraio durante l’orario di apertura della biblioteca (lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 15 alle 19, martedì e sabato in orario 9-13).
«La Giornata della Memoria – dichiara l’assessora alla Cultura Paola Babbini – rappresenta un momento fondamentale per la commemorazione delle vittime dell’Olocausto. Ricordare è un atto di giustizia verso le vittime, ma anche un momento di riflessione sulle atrocità della Seconda guerra mondiale e dei pericoli che razzismo e intolleranza rappresentano ancora oggi. Un’occasione per invitare tutte e tutti, soprattutto le nuove generazioni, a non rimanere indifferenti di fronte alle forme di odio e discriminazione che purtroppo continuano a esistere nel mondo, rinnovando il nostro impegno a promuovere il dialogo e la pace nella risoluzione dei conflitti che purtroppo continuano a essere numerosi. Abbiamo invitato gli studenti delle scuole superiori a visitare questa mostra e ringraziamo l’Anpi per la disponibilità ad accoglierli e accompagnarli durante le visite concordate. Siamo molto contenti anche della partecipazione di 12 ragazzi aviglianesi al progetto Treno della memoria 2025 che partirà il prossimo 28 febbraio».
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale, celebrata il 27 gennaio di ogni anno per commemorare le vittime della Shoah. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1 novembre 2005 ha infatti stabilito di celebrarlo ogni 27 gennaio, poiché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.
“Siamo liberi” racconta in forma di diario la vita e la liberazione di un altro lager nazista, quello di Mauthausen. Gustavo Meltzeid, scultore, nato in Ungheria nel 1895 e trasferitosi in Italia dopo la fine della Prima guerra mondiale per esercitarvi la sua professione artistica, testimonia i fatti vissuti in prigionia, prima nei campi di Fossoli e Bolzano, poi in quello di Mauthausen. Le pagine del diario sono state scritte subito dopo la Liberazione in un giardino di Vistrorio (Comune della città metropolitana di Torino), mentre l’autore sta lentamente recuperando le forze dopo dieci mesi di prigionia.
Scritte di getto, fino al 2014 la famiglia le ha conservate chiuse in un plico, quasi per pudore e rispetto dei tanti patimenti e dei dolori in esse contenute. Alcune di queste pagine furono ciclostilate a scopo didattico una quarantina di anni fa e ripresentate sotto veste tipografica più tardi, con la presentazione di Bruno Vasari, allora presidente dell’Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti di Torino. I disegni riportati erano stati abbozzati all’interno del campo di prigionia col rischio della vita. Alcuni, più particolareggiati, ne sono una rielaborazione successiva alla liberazione. Il diario è un documento unico di chi a Mauthausen ha vissuto, di chi comprendeva la lingua tedesca, di chi ha potuto girare il campo grazie a vari lavori, di chi ha visto, di chi ha disegnato. Ma soprattutto di chi è tornato e ha voluto immediatamente scaricare sulla carta i tormenti e i ricordi in queste pagine. Meltzeid mai più parlerà con alcuno della prigionia.

Per informazioni: biblioteca civica Primo Levi, via IV Novembre, 19 – Avigliana. Telefono 011 9769180.

L'autore
Gustavo Meltzeid nasce a Budapest nel 1895. A Vienna consegue la laurea in professore di pittura e scultura. Ufficiale nella prima guerra mondiale nell’esercito austro-ungarico viene decorato con la Medaglia d’Oro per la vittoria di Caporetto. Ha un fisico eccezionale. Campione ungherese di lotta greco-romana negli anni in cui la nazione magiara è la più forte al mondo. Candidato alle Olimpiadi non può parteciparvi a causa di uno strappo muscolare. Il suo avversario, sempre da lui battuto, vincerà la medaglia d’oro. Dopo la prima guerra mondiale si trasferisce in Italia, a Pianezza, vicino a Torino, per modellare i monumenti che il regime faceva erigere ai Caduti. Si sposa con Celeste Girotto da cui avrà un figlio nel 1941. Idealista e avverso alle dittature, durante la seconda guerra mondiale entra nella Resistenza e nel Cln. Col nome di “Maggiore Duller” opera con Ignazio Vian e Duccio Galimberti a Boves nel cuneese e poi col Generale Perotti a Torino.

Tradito, viene catturato e deportato come prigioniero politico. Sopravvive e torna. Riesce a far catturare il delatore, che nel frattempo è divenuto molto ricco essendosi impossessato di buona parte del Tesoro della IV Armata; lo fa processare e condannare. Meltzeid è l’unico testimone a carico. Il processo dura quasi un anno e i giornali nazionali ne seguono le vicende sulle prime pagine. Gli vengono offerti incarichi politici che declina. Scrive il diario. Torna alla vita privata facendo il rappresentante e continuando a cimentarsi con la pittura e con la scultura. Nel 1956 in Ungheria scoppia la rivoluzione. Gustavo spende tutto quanto possiede per raccogliere e spedire aiuti umanitari agli assediati, tramite la Croce Rossa di Vienna. Morirà l’anno successivo per le conseguenze delle malattie riportate in prigionia. In Ungheria è annoverato tra gli “Eroi nazionali che hanno combattuto per la Libertà dei Popoli”.

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