Musicisti per gioco

8 anni fa
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Un approccio per avvicinare i bambini alla musica e alla pratica motoria in modo spontaneo, efficace e divertente a partire dalla prima infanzia: martedì 9 ottobre dalle 17,15 alle 18,15 l’incontro di presentazione aperto a tutti e rivolto a educatori e insegnanti

Il percorso di Ritmìa: musicisti per gioco integra il fare e ascoltare musica con l’esecuzione di particolari movimenti del corpo, andature, posture e pratiche respiratorie appositamente studiate per facilitare l’acquisizione degli elementi musicali di base e potenziare la capacità di rilassarsi, concentrarsi, ascoltarsi e ascoltare. Oltre ai laboratori per i bambini strutturati in vari moduli di approfondimento, Ritmìa prevede un programma di formazione per insegnanti appositamente elaborato anche per chi non conosce la musica. Martedì 9 ottobre dalle 17,15 alle 18,15 si terrà presso la palestra del centro polivalente La fabbrica l’incontro di presentazione aperto a tutti e rivolto a educatori e insegnanti.

A seconda dei movimenti che i bambini eseguono spontaneamente durante il gioco derivano particolari sensazioni che possono acquisire un valore simbolico: correre in punta di piedi con le braccia aperte suggerisce l’imitazione del volo, mentre camminare a quattro zampe sottintende significati completamente diversi. Per comunicare le loro sensazioni i bambini tendono a identificarsi con varie immagini, per esempio un leone per esprimere aggressività o una farfalla per indicare fragilità e leggerezza. I suoni del respiro e della voce, le sonorità create dal corpo che si muove e dalla manipolazione degli oggetti accentuano l’immedesimazione nei simboli rappresentati e diventano prolungamenti di se stessi nello spazio. Attraverso l’insieme di gesti e suoni i bambini raggiungono il mondo esterno, creando stati emotivi che comportano reazioni toniche o motorie.

L’approccio prevede che i piccoli scoprano gli strumenti musicali durante il gioco e inizino a manipolare i suoni che si creano dandogli lo stesso valore simbolico che attribuiscono spontaneamente ai loro gesti. In questo modo il battere ritmico di un tamburo non sarà più una successione di colpi ripetuti automaticamente ma diventerà un accompagnamento a particolari movimenti, sottolineando e rafforzando sensazioni e immagini. Il gruppo diventa “un’orchestra in movimento nello spazio” dove i suoni dei singoli si intrecciano con quelli dei compagni per creare particolari effetti timbrici, strutture ritmiche e melodiche, combinazioni armoniche sempre più complesse: un’esperienza musicale che si costruisce muovendo il corpo in modo consapevole e articolato, rispettando il proprio turno d’intervento, osservando in silenzio le proposte degli altri, ascoltando e discriminando attraverso la percezione di se stessi e del gruppo le varie suggestioni sonore.

Ritmìa è un metodo ideato nel 1993 da Sonia Simonazzi, musicista, diplomata in fagotto, formatrice e ricercatrice nell’ambito della pedagogia musicale, specializzata in tecniche yoga e pratiche psicofisiche. Dal 1993 a oggi il progetto è stato proposto a circa 20mila bambini e ha coinvolto oltre 5mila insegnanti in progetti commissionati da più di 400 enti tra scuole statali, paritarie, Comuni, università, conservatori, associazioni.

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