Il loro grido è la mia voce organizza un evento sabato 15 novembre in piazza Conte Rosso a sostegno del progetto dell’associazione Sos Rosarno che da anni promuove un modello agricolo basato su equità, diritti e giustizia sociale
Avigliana, 4 novembre 2025 – “Il loro grido è la mia voce”, collettivo territoriale “dal basso” torna in piazza Conte Rosso dopo l’evento dello scorso settembre dedicato alla raccolta fondi per sostenere Emergency a Gaza. Questa volta commercianti, associazioni, realtà cooperative, artisti e pezzi sparsi di società civile hanno scelto di lavorare insieme per far sentire un’altra voce: quella dei lavoratori agricoli migranti.
«In Europa – spiegano gli organizzatori – ci sono oltre due milioni di lavoratrici e lavoratori agricoli migranti. Sono una parte essenziale del nostro sistema alimentare. Ma questo lavoro spesso li trasforma in moderni schiavi: condizioni di vita e di lavoro inaccettabili, paghe inferiori al minimo, scarso accesso all’assistenza sanitaria e violazioni delle libertà fondamentali e dei diritti umani».
L’evento inizierà sabato 15 novembre 2025 alle 18 nel dehors del ristorante Ciclocucina (piazza Conte Rosso 20) con un incontro con Peppe Pugliese, fondatore e portavoce dell’associazione Sos Rosarno. Durante l’appuntamento è prevista una degustazione (a offerta libera) e presentazione dei prodotti agricoli commercializzati dal progetto Sos Rosarno, accompagnata da dj set di Lu Rasta, castagnata e vin brulé.
Alle 19,30 ci si sposta nella Sala consiliare (piazza Conte Rosso 7), per la proiezione di alcuni estratti del documentario “The pickers”, che segue le esperienze di sei lavoratori agricoli migranti in quattro Paesi europei: arance in Italia, mirtilli in Portogallo, fragole in Spagna e olive in Grecia.
Durante la serata sarà possibile aderire ai gruppi di acquisto solidali e sostenere l’associazione Sos Rosarno, che da anni promuove un modello agricolo basato su equità, diritti e giustizia sociale. «L’iniziativa patrocinata dal Comune di Avigliana – concludono gli organizzatori –, rappresenta un’occasione per riflettere sulle catene invisibili che partono dai nostri campi e arrivano fin sulle nostre tavole. Vogliamo dare voce a chi ogni giorno lavora per raccogliere i frutti della terra. Perché questo lavoro deve essere effettuato nel rispetto delle leggi e, prima ancora, della dignità umana».
Partner del progetto
Sos Rosarno è un’Associazione di promozione sociale che riunisce piccoli contadini, pastori e produttori agrocaseari, braccianti immigrati e attivisti, oltre che piccoli artigiani e operatori di turismo responsabile. Lo scopo dell’associazione è “promuovere e praticare la cultura della solidarietà, del rispetto reciproco e della non violenza, perseguire l’uguaglianza e la giustizia sociale. Adoperandosi per il superamento di ogni pregiudizio o barriera sia essa culturale, sociale, burocratica, economica e fisica, che possa rappresentare fonte di ogni forma di disparità, discriminazione, intolleranza, xenofobia, razzismo, violenza e ostacolo ad una vera integrazione sociale e culturale delle persone, indipendentemente dalla provenienza, condizione sociale ed economica, dalla razza, dal sesso, dal credo religioso e dall’appartenenza politica”.
