Avigliana-Orbassano, progetto inadeguato

2 giorni fa
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Le controdeduzioni tecniche presentate dall’Unione montana Valle Susa a Rfi confermano l’inconsistenza del progetto. Al via un ricco calendario di incontri verso la marcia popolare del 3 ottobre a partire da quello di giovedì 17 settembre a Sant’Ambrogio di Torino 

Avigliana, 18 settembre 2026 – Si apre una fase decisiva per le sorti del progetto Torino-Lione. Una fase di informazione e mobilitazione sul territorio valsusino per analizzare l’impatto ambientale ed economico del progetto Avigliana-Orbassano e dell’intera opera, da oltre trent’anni al centro di polemiche, costi vertiginosamente lievitati e continue proroghe sui tempi di realizzazione.
Le controdeduzioni tecniche presentate a Rfi dall’Unione montana Valle Susa, insieme ai Comuni di Avigliana e Sant’Ambrogio di Torino, confermano l’inconsistenza tecnica del progetto Avigliana-Orbassano e l’assenza di motivazioni trasportistiche a suo supporto. Sono stati inoltre evidenziati pesanti impatti sul territorio, tra cui il consumo di un milione di metri quadri di suolo, rischi di deviazione delle falde dell’acquedotto Smat e la produzione di 5 milioni di metri cubi di smarino non previsti. Inoltre il progetto definitivo di Rfi non risolve e non affronta molte criticità e le demanda a una fase esecutiva che sarà governata non più dagli enti ma dalla ditta appaltatrice che eseguirà i lavori. Alla luce di questi elementi, il presidente dell’Unione montana Pacifico Banchieri ha ribadito la richiesta di ritiro immediato del progetto: «L’Avigliana-Orbassano – afferma Banchieri – è un’opera che avrà un impatto diretto sul nostro territorio, sull’ambiente e sulla vita delle persone che qui vivono e lavorano. La nostra posizione è chiara e la ribadiamo con fermezza: il progetto deve essere ritirato. Una richiesta che oggi risulta ancora più fondata, alla luce dell’ennesimo rinvio confermato dalla Commissione europea che sposta di un altro anno, a giugno 2027, la scadenza per i 700 milioni di finanziamenti legati alla Torino-Lione e, soprattutto, con il fronte francese che parla apertamente di un completamento impossibile entro il 2033».
I dati sullo stato della Torino-Lione evidenziano criticità rilevanti. Per il solo tunnel di base i costi sono raddoppiati del 127%, raggiungendo i 16,1 miliardi di euro (14,7+1,4 già speso in opere preliminari), a cui si aggiungono circa 3 miliardi destinati alla tratta Avigliana-Orbassano. Sul fronte dei lavori, gli avanzamenti registrano forti rallentamenti: la talpa Viviana ha percorso solo il 3% del tragitto in dieci mesi.
«In tutti questi mesi – dichiara Alberto Poggio, Commissione tecnica sul Tav dell’Unione montana – Rfi non ha fornito elementi utili a risolvere le carenze e le criticità evidenziate dall’Unione montana e riprese dalla Regione Piemonte sul progetto Avigliana-Orbassano. Pertanto l’iter autorizzativo non può procedere a causa dell’inadeguatezza del progetto, come riconosciuto dalla stessa Rfi che ha ammesso la necessità di ripresentarne larghe porzioni con revisioni e integrazioni. La cantierizzazione dell’opera comporta pesantissime conseguenze ambientali, sociali ed economiche. Un impatto ingiustificato, la ferrovia esistente è adeguata alle esigenze attuali e future di trasporto passeggeri e merci. Lo scalo di Orbassano è collegato alle rete ferroviaria da decenni. Realizzare un doppione di linea tra Avigliana e Torino non produce alcun incremento della capacità di esportazione di merci da e per il Piemonte».
«Da trent’anni – conclude Andrea Archinà, vicepresidente dell’Unione montana Valle Susa e sindaco di Avigliana – si continua a discutere di un’opera con pochi fatti, molte polemiche, troppi soldi spesi. Un’opera strategica e complessa come la linea ad alta velocità Torino-Lione, se è indispensabile per l’economia, in 12 anni è pronta. I lavori per la costruzione del Tunnel della Manica (di circa 50km e tre gallerie parallele) sono durati circa 6 anni. La linea Torino-Lione prevede una tratta transfrontaliera complessiva di 65km per due gallerie. I lavori preliminari e di adeguamento della Ferrovia Torino-Lione sono iniziati nel 2001, siamo al 2027 e non è stato scavato in Italia un solo metro del tunnel di base. Il tutto mentre la fermata Sfm3 di Ferriera, quella della linea Sfm5 di Orbassano e la metro di Rivoli, che sarebbero utili per il Trasporto pubblico locale, sono continuamente rinviate. Un’assoluta sproporzione e un’incoerenza di fondo nella programmazione del sistema trasportistico metropolitano».
Il percorso di mobilitazione e informazione per la cittadinanza prende il via questa sera alle 21 nella Sala consiliare del Comune di Sant’Ambrogio di Torino e proseguirà con diversi appuntamenti in Valle e a Torino fino alla manifestazione del 3 ottobre.

Programma
Giovedì 17 settembre alle 21 a Sant’Ambrogio di Torino, Sala consiliare: Incontro informativo pubblico organizzato dall’Unione montana Valle Susa sul progetto Rfi Avigliana-Orbassano, con gli interventi di Silvano Barella, sindaco di Sant’Ambrogio di Torino, di Pacifico Banchieri, presidente dell’Unione montana Valle Susa, di Andrea Archinà, sindaco di Avigliana e di Alberto Poggio, membro della Commissione tecnica sul Tav dell’Unione montana.
Domenica 20 settembre a Rivalta di Torino: Punto informativo attivo per l’intera giornata alla Sagra del tomino.
Giovedì 24 settembre
Alle 18,30 a Torino: assemblea universitaria presso Palazzo Nuovo.
Alle 20,30 a Sant’Ambrogio di Torino: assemblea creativa presso la Sala consiliare per la preparazione di materiali e cartelloni.
Venerdì 25 settembre, alle 21 a Bussoleno: assemblea popolare presso la Sala consiliare.
Sabato 26 settembre, dalle 15,30 alle 18 a Rivoli: banchetto informativo in piazza Martiri.
Mercoledì 30 settembre alle 21 ad Avigliana: assemblea del Movimento No Tav presso il parco Alveare verde per il lancio della marcia.
Sabato 3 ottobre alle 14 Marcia popolare “Fermiamo insieme la Avigliana-Orbassano”: manifestazione con partenza dalla piazza del municipio di Sant’Ambrogio di Torino e arrivo in piazza del Popolo ad Avigliana.

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