Agricoltura innovativa e sociale

8 anni fa
3 minuti di lettura

Martedì 24 luglio 2018 presso la sala consiliare di Avigliana si tiene un seminario sul progetto di agricoltura innovativa e sociale destinato ai migranti e non solo 

Che tipo di lavoro possono fare i migranti per mettere insieme un reddito per poter sopravvivere? L’agricoltura rappresenta una possibile risposta. Nel seminario che si tiene martedì 24 luglio ad Avigliana si cercherà di capire come andare in questa direzione, non facendone un progetto assistenziale ma produttivo. L’obiettivo è coinvolgere le aziende agricole del territorio nella realizzazione di prodotti, aiutare le aziende ad avere personale che attraverso appositi tirocini possa essere inserito in ambito lavorativo, tramite i finanziamenti dell’accoglienza, aiutando nel contempo le aziende a crescere e nella ricerca di finanziamenti. Un vantaggio per tutti perché si favorisce lo sviluppo del territorio, tenendo presente che la progettualità è rivolta anche a persone che non siano migranti. La tavola rotonda è quindi un momento di brainstorming, di costruzioni di ipotesi.

SEMINARIO 24 luglio 2018 
SALA CONSIGLIARE COMUNE DI AVIGLIANA
Piazza Conte Rosso 7

PROGRAMMA

9.30 saluti del sindaco di Avigliana Andrea Archinà
9.45 il progetto Mad, responsabile Lucrezia Riccardi, Coop Orso: Micro accoglienza diffusa in Valsusa
10.00 Progetto Valsusa Dop, Ricercatore Uno dottor Marco Spano. Presentazione del progetto di ricerca
10.30 tavola rotonda
Ipotesi di sviluppo di micro-economie per soggetti migranti: Dignità economica, costruzione di reti aziendali, ruolo della comunità locale.
12.00 restituzione
13.00 Buffet e chiusura

INTERVENGONO

  • Giovanna Filograno, Fondazione Magnetto
  • Barbara Mauri, ConISA Unione Montana Valsusa
  • Stefania Fumagalli, Coldiretti
  • Valerio Bertolo, Agronomo
  • Michela Rapolla, Cooperativa Amico
  • Enrico Tavan, assessore alle Politiche Sociali del Comune Avigliana

PROGETTO IN BREVE
AMBITO PROGETTUALE: Agricoltura innovativa e sociale
NATURA DEL PROGETTO: sviluppo locale
FINALITÀ: inclusione sociale e sviluppo dell’agricoltura montana
OBIETTIVI: integrazione lavorativa e sostegno ad agricoltori montani
RISORSE CHIAVE: terreni incolti, know-how agricolo e manodopera marginalizzata
MODALITÀ: formazione sul campo, co-coltivazione e accompagnamento alle persone
PRODOTTI: etnici e ortofrutticoli
DESTINATARI DIRETTI:richiedenti protezione internazionale, giovani a bassa contrattualità e agricoltori montani del territorio
VALORE AGGIUNTO: integrazione sociale e culturale, scambio inter-culturale e valore eco sistemico

Il progetto intende dar vita a esperienze di formazione e produzione in ambito agricolo caratterizzate da modalità e prodotti innovativi, benefici diretti per categorie in difficoltà e impatto positivo sul contesto socio-economico e ambientale. È animato da finalità di sviluppo locale che persegue attraverso l’inclusione sociale di persone svantaggiate e lo sviluppo dell’agricoltura montana del territorio. Si focalizza sul rafforzamento dell’integrazione lavorativa di richiedenti protezione internazionale e di giovani a bassa contrattualità e sul sostegno ad agricoltori montani.

Il primo obiettivo contempla: acquisizione di competenze agricole, professionalizzazione nella coltivazione diretta e inserimento in azienda. Il secondo obiettivo contempla: opportunità di diversificazione economica, formazione tecnico-specialistica, reclutamento di manodopera qualificata e validazione di nuove colture. Riconosce le potenzialità materiali (terreni incolti pubblici e privati) e immateriali (saperi ed esperienze degli agricoltori locali) della valle e mira ad attivarle attraverso la mobilitazione di un bacino di manodopera al momento marginalizzata. Fa leva su attività di formazione pratica e contestualizzata di “nuovi” coltivatori da coinvolgere direttamente nelle attività di coltivazione dei prodotti selezionati attraverso la guida e il controllo di esperti e agricoltori locali – questi ultimi considerati come potenziali futuri datori di lavoro – con il proposito di scambiare e distribuire quanto raccolto.

Ulteriori attività di accompagnamento alle persone a cura di operatori specializzati e di volontari supportano e facilitano il processo, mentre eventuali attività formative specialistiche ne rafforzano l’efficacia. Crede nelle nuove opportunità di mercato che si stanno delineando in campo agro-alimentare. In particolare, si è individuato come ambito dai grandi margini di crescita quello legato ai prodotti etnici in senso lato la cui domanda – attualmente non pienamente soddisfatta – è connessa alla crescita della popolazione straniera e alle recenti mode e tendenze culinarie nei paesi occidentali. In ogni caso, è necessario adottare una logica integrativa e creativa che porti profitti per le coltivazioni messe in campo senza confliggere con le coltivazioni già esistenti. Servono prodotti “nuovi” per evitare di entrare in concorrenza tra “poveri”.

Rende protagonisti nuovi coltivatori:

  • persone incluse in progetti istituzionali di accoglienza e integrazione nel territorio in quanto richiedenti protezione internazionale tra cui primariamente coloro per cui non sono state individuate attitudini, competenze o progettualità personali specifiche valorizzabili con percorsi e interventi individualizzabili
  • persone di età non avanzata residenti nella valle, in cerca di un’occupazione e con bassa contrattualità (persone con disabilità fisica o psichica, tossicodipendenti, ex‐detenuti) che possano trarre vantaggio da opportunità di professionalizzazione in agricoltura.

E coltivatori “esperti”:

  • aziende agricole locali – in particolare quelle che portano avanti la produzione di prodotti biologici con metodi rispettosi dell’ambiente e delle persone – che possano trarre vantaggio da opportunità di diversificazione economica, di formazione tecnico-specialistica e/o di inserimento di manodopera qualificata.

Genera, oltre che valore economico e attività produttiva, maggiore coesione e benessere collettivi grazie all’attenzione per l’integrazione sociale e culturale di soggetti marginalizzati, per il dialogo tra differenti generazioni, per lo scambio reciproco di idee, tecniche e linguaggi tra persone e comunità con variegati patrimoni culturali e per il valore eco-sistemico dell’agricoltura montana.

La locandina del seminario

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