I sindaci di Avigliana e Buttigliera Alta insieme ai sindacati al fianco dei 160 dipendenti della multinazionale a rischio licenziamento

Avigliana, 16 gennaio 2026 – Istituzioni e sindacati sono al fianco dei 160 lavoratori a rischio licenziamento della Primotecs Spa (ex Tekfor) di via Martin Luther King 6, nella zona industriale di Avigliana, multinazionale controllata dal fondo di investimento Mutares. Ieri giovedì 15 gennaio i sindaci di Avigliana Andrea Archinà e Alfredo Cimarella di Buttigliera Alta, insieme a Paola Babbini, assessora e vicesindaco di Avigliana e Laura Saccenti, assessora e vicesindaco di Buttigliera, hanno incontrato negli uffici comunali di piazza Conte Rosso i vertici del sindacato dei metalmeccanici per definire una strategia comune a tutela dei lavoratori. Per la parte sindacale erano presenti Edi Lazzi segretario generale della Fiom Cgil di Torino, Antonino Inserra responsabile della zona Ovest per la Fiom Cgil e Pino Logioco responsabile Fiom Cgil Primotecs.
«La Val di Susa – dichiarano i sindaci di Avigliana Andrea Archinà e Buttigliera Alta Alfredo Cimarella – ha una lunga storia di gravi crisi industriali. Negli anni passati hanno chiuso importanti aziende come Vertek, Bertone, Cabind e Dormer, con una perdita di oltre il 30% degli addetti meccanici tra il 2008 e il 2016. La chiusura di Primotecs rappresenterebbe un’ulteriore grave perdita per il territorio, specialmente in un 2026 che si preannuncia come un anno nero per l’industria dell’automotive. Proveremo a utilizzare tutti gli strumenti possibili affinché 160 famiglie possano avere più respiro, affiancando sindacati in tutti i tavoli e con gli strumenti istituzionali per avere almeno un altro anno di tempo».
Le parti sindacali e istituzionali rifiutano categoricamente la chiusura e l’approccio proposto dall’azienda. I sindacati chiedono pertanto che l’azienda presenti un piano industriale per mantenere aperto lo stabilimento, andando oltre la semplice gestione della crisi. La Primotecs opera da anni nella coprogettazione e nella fornitura di soluzioni in acciaio forgiato e strumenti di precisione per trasmissioni, motori e componenti industriali. Le lavorazioni comprendono la forgiatura a freddo e a caldo, i trattamenti termici, le lavorazioni meccaniche e un’officina interna di attrezzeria.
«Già a cavallo tra gli anni 2022 e 2023 – prosegue Archinà – avevamo affiancato l’azienda nel cercare di individuare eventuali finanziamenti pubblico-privati per poter favorire l’attuazione del piano industriale varato nel 2020, soprattutto verso un ammodernamento degli stabili, utile a impostare nuove linee di produzione. A pesare è sicuramente la crisi dell’indotto del Torinese, con continue delocalizzazioni, ma per quanto la situazione non sia mai apparsa rosea, di certo nemmeno le Amministrazioni locali si sarebbero aspettate esiti e tempistiche di questa natura».
Il prossimo passo, spiegano i sindacati, è ottenere un incontro urgente con la Regione e il Ministero competente per discutere gli ammortizzatori sociali e spingere per l’apertura di un tavolo di confronto con l’azienda. Tutte le parti infatti concordano che la professionalità e l’esperienza dei lavoratori di Avigliana siano un patrimonio che il territorio non si può permettere di perdere.
