Il 18 gennaio 2025 alle 18,30 e alle 21,15 sarà proiettato il film “Berlinguer – La grande ambizione” con Elio Germano
Avigliana, 13 gennaio 2024 – Arriva anche al cinema teatro Fassino di Avigliana il film di Andrea Segre “Berlinguer – La grande ambizione” con Elio Germano. Sabato 18 gennaio 2025 sarà infatti proiettato alle 18,30 e alle 21,15.
Il film racconta gli ultimi 5 anni di vita privata e pubblica di Enrico Berlinguer: dalla morte del presidente del Cile Salvador Allende, al viaggio a Sofia del 1973 fino al discorso della Festa nazionale dell’Unità di Genova del 1978, poco prima della morte del segretario del Partito comunista italiano. Il film è stato premiato a Roma Film Festival. Il biglietto intero è di 7€ mentre il ridotto è di 5.
Su Enrico Berlinguer sono stati realizzati molti documentari, libri, saggi, ma nessuno ha mai provato ad affidare al cinema di finzione la ricostruzione “da dentro” della sua vita, o di parte di essa, del suo mondo e del suo popolo. […] Aver scelto, sin dal primo istante, Elio Germano come protagonista è stato essenziale, perché sapevo e ora so ancora meglio che anche lui avrebbe lavorato per capire e non per rappresentare. Se teatralizzati, Enrico Berlinguer, il suo mondo e il suo popolo, non possono infatti che diventare o eroi o nemici. Se invece si cerca di entrare, con rispetto e comprensione, dentro a una scelta di vita, allora si può provare a fare cinema, o almeno il cinema che a me piace fare: raccontare la politica non attraverso slogan e simboli, ma immergendosi nella vita di chi la sente parte irrinunciabile dell’esistenza.Serve tanto studio, molto tempo e una convinzione collettiva del perché (il cinema è un’arte collettiva), di cui ringrazio tutte le persone che hanno lavorato con me. Quella di Enrico Berlinguer è una vita che può aiutare ancora oggi a porsi domande, a cercare risposte. Il mondo è profondamente cambiato, ma le urgenze e le emozioni che hanno attraversato la sua vita e suo popolo non sono scomparse, albergano in strade diverse, si cercano, si interrogano, attraversano le contraddizioni dell’oggi, si infilano nei vuoti e nei pieni della società contemporanea. Esiste un’universalità nell’azione e nel pensiero di quest’uomo, che è mirabolante poter esplorare e ascoltare al di là dell’ormai anacronistica adesione a un partito.
Berlinguer era piccolo, gracile, silenzioso e riflessivo, studiava molto, scriveva tantissimo, parlava con grande calma e precisione, guardava negli occhi, ascoltava. Raramente usava o urlava slogan, anche quando si trovava di fronte a centinaia di migliaia di persone, come è spesso capitato. Queste sue caratteristiche, così diverse da altri leader del Novecento, lo fecero amare da tantissimi italiani, dai comunisti, ma anche da chi comunista non lo è mai
stato.
Ho seguito Enrico/Elio con una regia di immersione, grazie alla maestria della camera di Benoît Dervaux, dentro ai luoghi e alle scelte di quegli anni così densi, veri spartiacque dello sviluppo sociale e politico dell’Italia e non solo. In molti mesi di montaggio ho deciso, insieme a Jacopo Quadri, affiancati dal lavoro musicale intenso e minuzioso di iosonouncane, di creare un dialogo estetico e narrativo tra la nostra messa in scena e le immagini di archivi cinematografici scelte non per testimoniare, ma per scolpire. Segni precisi di una memoria che diventa cinema.
Andrea Segre
