Il Valsusa Filmfest, in collaborazione con il Comune di Avigliana, con Cinestister e con l’Unione Montana Valle Susa, organizza la presentazione del libro “Cinema Italia” di Giovanni De Luna. Segue la proiezione del film “Ariaferma” di Leonardo Di Costanzo
Avigliana accoglie martedì 23 novembre alle 17 al teatro Fassino un importante storico in un incontro del Valsusa Filmfest, in collaborazione con il Comune di Avigliana, con Cinestister e con l’Unione Montana Valle Susa. Giovanni De Luna presenterà il suo libro “Cinema Italia: i film che hanno fatto gli italiani” in dialogo con Alessandro Gaido, presidente dell’associazione Piemonte movie. Uno tra i più noti e grandi storici italiani, in questo libro traccia un percorso affascinante che utilizza i film come documenti del periodo in cui venivano realizzati, dei gusti del pubblico e della temperie culturale, avvicinandoci così a un’inedita lettura del modo in cui il cinema ha contribuito a “fare gli italiani”.
A seguire sarà proiettato “Ariaferma” di Leonardo Di Costanzo, film presentato recentemente fuori concorso alla 78esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, questa film è considerato un capolavoro. Ambientato in un carcere in via di dismissione, dove sono rimasti soltanto qualche agente e pochissimi reclusi che attendono di essere trasferiti in una nuova prigione. Nel cast del film figurano Silvio Orlando e Toni Servillo, per la prima volta protagonisti insieme.
Il biglietto di ingresso è di 5 euro è acquistabile presso la cassa del teatro in via IV Novembre 19 in orari di apertura. Obbligo di Green pass.
Un grande storico ricostruisce la Storia del nostro Paese per come l’abbiamo vista al cinema noi italiani, di volta in volta sceneggiatori, registri o semplici spettatori. Nel 1914 esce Cabiria, forse il più grande kolossal della Storia del cinema italiano. La storia, in teoria, documenta l’epico scontro tra Roma e Cartagine, ma l’estetica orientaleggiante e liberty dell’epoca, con tanto di D’Annunzio alla sceneggiatura, raccontano facilmente in controluce anche il presente di quell’Italia desiderosa di guadagnare visibilità e credibilità internazionale. Parte da qui un percorso appassionante nel cinema italiano visto dall’ottica inedita di uno storico che, senza timore di mescolare alto e basso, utilizza i film come documento del periodo in cui venivano realizzati, del gusto del pubblico e della temperie culturale. E questo sia quando il cinema si faceva specchio del presente (l’immediato dopoguerra di Ladri di biciclette, i primi venti del boom di Un americano a Roma, la lotta sociale de La classe operaia va in paradiso ma anche l’estetica pre-Mani Pulite dei vari Vacanze di Natale) sia quando il cinema si fa strumento a sua volta di indagine storica: non solo Cabiria ma ovviamente La grande guerra, Una giornata particolare, La notte di San Lorenzo, La meglio gioventù.
