Tempo scaduto, in biblioteca

12 mesi fa
2 minuti di lettura

Incontro con Luisella Ceretta il 9 maggio alla biblioteca civica Primo Levi di Avigliana per la presentazione del suo romanzo noir

Avigliana, 15 aprile 2025 – Luisella Ceretta è scrittrice conosciuta non soltanto ad Avigliana, ma soprattutto alla biblioteca civica Primo Levi e all’Ufficio cultura dove ha lavorato come dipendente comunale fino al 2023 prima di andare in pensione. Come ogni serial killer che si rispetti, anche Luisella Ceretta tornerà quindi sul luogo del delitto, la biblioteca di via IV Novembre 19, venerdì 9 maggio alle 17,30 in occasione dell’evento off del Salone internazionale del Libro di Torino per la presentazione del romanzo noir “Tempo scaduto”, edito da Bertoni.

«“Tempo scaduto” – spiega l’autrice – è l’ultimo romanzo, il cui editing si è svolto nel 2020 insieme all’indimenticabile amico scrittore Carlo F. De Filippis. L’ispirazione è arrivata dalla cronaca dei femminicidi di cui leggiamo ogni settimana. Il primo cadavere è quello di una studentessa, Alessia. La ragazza è stata percossa, violentata e uccisa. È una compagna di classe di Fabio, Poeta, che ha un corvo imperiale come animale domestico e pratica il parkour insieme agli amici Marilù Occhidigatto, Mauro Molla, Valentino il Bello e Giovanni Giògiò. Denise Martini, commissario capo alla Mobile di Torino, indaga insieme alla sua squadra, in lotta contro il tempo per concludere quella scia di sangue».

L'autrice e il suo romanzo noir
«Sono nata negli anni del boom economico – si racconta Luisella Ceretta –, laureata in Storia Medievale, abito in Valle di Susa. Nel 2009 ho vinto il Premio Bancarella Cucina con un libro sulla vita delle donne fra le due guerre. Collaboro con una casa editrice per cui scrivo saggi di divulgazione, in accordo con e distribuiti dal quotidiano La Stampa. Ho pubblicato alcuni romanzi, tutti con editori no eap (che non applicano l’editoria a pagamento – ndr), di generi diversi, tra cui uno per bambini che ha per protagonisti dei mostri in cerca di lavoro, da cui è nato un laboratorio sviluppato in alcune scuole primarie locali».

Estratto

Quel bosco era un luogo ideale per una passeggiata, lontano dai circuiti pedonali o dalle piste ciclabili più frequentati. Il sentiero era ben visibile, largo quanto un’utilitaria. Qualche vettura o mezzo agricolo ci passava ogni tanto, lo dimostravano le tracce degli pneumatici che si mescolavano sul terreno. I solchi si fermavano dove il sentiero si stringeva e permetteva di proseguire solo a mezzi di dimensioni più piccole o esseri umani appiedati.

La coppia camminava a passo veloce, anticipata dal meticcio di grossa taglia che percorreva il sentiero avanti e indietro, con la lingua di fuori. A un certo punto si arrestò e iniziò ad annusare l’aria. Voltò la testa a destra e a sinistra, poi di nuovo a destra e iniziò a spostarsi in quella direzione, nel bosco.

«Fluke, dove vai? Fluke! Fluke, torna qui!»

Il cane uggiolò e tornò di corsa dagli amici umani. Abbaiò verso di loro, poi verso il bosco. Girò su sé stesso un po’ di volte poi corse via.

«Ma che cavolo gli è preso?» Domandò il marito.

«Ci sarà qualche animale. Sarà mica un cinghiale?»

«Macché! Forse qualche coniglio. Fluke! Fluke!»

Il cane abbaiò senza tornare da loro.

I coniugi abbandonarono il sentiero per raggiungere il cane. Accelerarono il passo, per quanto lo consentissero le sterpaglie, quando riprese a uggiolare.

Lo trovarono accucciato a terra.

La donna portò la mano alla bocca.

«Cristo santo!» Esclamò l’uomo.

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