L’Europa e la guerra

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Una serata di approfondimento sulla guerra in Ucraina il 16 novembre al Bertotto con un’analisi delle nuove prospettive geopolitiche a cura di un docente di Relazioni internazionali dell’Università di Torino: organizza Circolarmente con il patrocinio del Comune di Avigliana 

L’associazione culturale Circolarmente comunica che mercoledì 16 novembre 2022, alle 20,45 all’auditorium Daniele Bertotto ci sarà un nuovo incontro, sempre pensato nell’ottica di offrire elementi di analisi approfondita su questioni dirimenti del nostro presente con una modalità costruttiva, volta in questo caso ad aprire uno sguardo sulla possibilità di una più matura presa di coscienza europea di fronte al nuovo ordine mondiale che si prospetta.

Con il titolo L’Europa di fronte alla guerra in Ucraina: analisi delle nuove prospettive geopolitiche, sarà il professor Valter Coralluzzo, docente di Relazioni internazionali dell’Università di Torino, a cercare con noi le risposte alle domande che tutti ci poniamo in questo periodo: sul mutato atteggiamento della Russia rispetto all’Occidente, sui reali motivi del conflitto, sulle conseguenze delle sanzioni, sulla possibilità che la guerra si espanda all’intero continente europeo e soprattutto sulla fattibilità di una soluzione diplomatica della crisi.

I temi della serata
«Credevamo – spiega il relatore – che dopo la fine della Guerra fredda lo scenario di un conflitto armato in Europa fosse divenuto altamente improbabile, se non impossibile: l’aggressione russa all’Ucraina ha spazzato via una volta per tutte questa illusione. Perché, nel corso dell’ultimo trentennio, la Russia ha mutato progressivamente il proprio atteggiamento nei confronti dell’Occidente e del cosiddetto “estero vicino”, orientandosi verso una politica estera sempre più assertiva ed aggressiva? Quali sono i reali motivi di un conflitto che a molti appare una guerra per procura tra Russia e Stati Uniti? Le sanzioni produrranno l’effetto desiderato o finiranno per provocare danni soprattutto all’Europa? C’è il rischio che la guerra si estenda all’intero continente europeo e che possano essere impiegate le armi nucleari? È ancora possibile una soluzione diplomatica della crisi?».

 

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