L’8 marzo ad Avigliana

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Le iniziative in tempo di Covid per la Festa della donna, tra sport, salute e teatro all’insegna del rispetto di tutte le donne 

Avigliana, 2 marzo 2021 – Questo è il secondo 8 marzo che a causa della pandemia sarà celebrato in sordina per una Festa della donna in cui purtroppo c’è ben poco da festeggiare. Non tanto per le difficoltà sanitarie, quanto per il fatto che l’epidemia ha esacerbato problemi che esistevano già prima, come la violenza sulle donne. A inizio marzo siamo già a 9 femminicidi e i confinamenti non hanno di certo favorito la convivenza con i coniugi violenti. Inoltre il fenomeno della disparità di trattamento economico fra uomini e donne, il divario salariale, varia a seconda dei settori da un minimo del 10% fino anche al 40%. Se si considera che il 95% dei posti di lavoro persi a causa dell’epidemia sono di donne e che già prima del lockdown l’Italia aveva un’occupazione femminile fra le più basse d’Europa la situazione appare grave. «Purtroppo – dichiara l’assessora alle Pari opportunità Fiorenza Arisio – spesso la disuguaglianza è generata in primo luogo da elementi strutturali, come per esempio la scarsa rappresentanza di genere che non trasferisce modelli e quindi aspirazioni per le giovani donne, per cui la disparità viene perpetrata da una cultura fondamentalmente maschilista, non soltanto per gli atteggiamenti maschili, ma spesso anche per quelli femminili. Noi qui ad Avigliana possiamo dirci fortunate ad avere pressoché metà del Consiglio comunale con una rappresentanza femminile, ma questa condizione è abbastanza rara se si considera il fatto che mediamente le donne sono in netta minoranza in tutti i ruoli direttivi o dirigenziali, sia pubblici che privati».
Proprio per questi motivi per l’8 marzo l’associazione “Non una di meno” e alcune sigle sindacali hanno indetto lo sciopero femminista e transfemminista, ovvero lo sciopero generale della produzione e della riproduzione, del consumo, dai ruoli sociali imposti dai generi. Nelle 24 ore del giorno 8 marzo 2021, quindi, tutte le lavoratrici sia del pubblico impiego che del privato possono quindi scioperare perché esiste la copertura sindacale generale. Lunedì 8 marzo alle 10,30 in piazza Castello a Torino ci sarà una manifestazione autorizzata (a cui si può andare anche dalla provincia con autocertificazione).

Ad Avigliana, per l’occasione e in relazione all’evento Just the woman I am, i gruppi di cammino delle associazioni Dragonesse, Iride e La Fenice del Lago, nell’ambito delle proprie attività sportive, hanno stabilito un percorso comune di circa 6 km dal parco Alveare verde al Lago Grande e ritorno, che affronteranno in momenti diversi a partire dalle 15, indossando la maglia rosa ufficiale della manifestazione.
Come proposto dall’organizzazione di Just the woman I am, coloro che autonomamente aderiranno all’iniziativa sono invitati a documentarne la partecipazione con foto e selfie che si invita a postare anche sulla pagina FB del Comune di Avigliana con gli hashtag #torinodonna2021, #sceglidinonmancare #justthewomanIam2021, in modo da dare visibilità a chi vorrà contribuire alla riuscita di questa giornata.
Chi volesse poi dedicarsi al teatro, la sera dell’8 marzo, nell’ambito della rassegna Scene del Teatro di Avigliana, potrà assistere via web allo spettacolo teatrale “Arbeit” del Teatro Bresci. Lo spettacolo sarà disponibile on line dalle 20,30 alle 24 dell’8 marzo, collegandosi al canale Youtube di Scene e sulle pagine Facebook di Teatro Fassino, Comune di Avigliana e Borgate dal vivo. “Arbeit” tratta il tema del lavoro: il lavoro dei giovani, gli incidenti sul lavoro, lo sfruttamento, la disoccupazione, il precariato, la crisi. La storia: Nicoletta è una ragazza come tante, una ragazza semplice, una ragazza di provincia. La vita le ha dato poco e quel poco se l’è dovuto conquistare, è cresciuta in fretta. Ha scoperto che la felicità non si compra e che e va conservata con cura perché è fragile, molto. Nicoletta è una ragazza forte perché ha ancora l’incoscienza di rischiare, di sognare che le cose, forse, si possono cambiare, ha il coraggio, raro, di dire no, di difendere la propria dignità, perché il lavoro, da solo, non rende liberi.

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