Festa della Repubblica 2020

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I ragazzi del nostro Ccrr hanno preparato un video sull’articolo 9 della Costituzione in occasione della Festa della Repubblica. Il messaggio del sindaco per il 2 giugno 


«La ricorrenza del 2 giugno – spiega Paola Babbini, vicesindaco e assessora all’Istruzione della Città di Avigliana – quest’anno non sarà celebrata secondo consuetudine a causa dell’emergenza Coronavirus. Oltre alle riflessioni del sindaco di Avigliana Andrea Archinà che potete leggere qui di seguito, vorrei segnalare due attività dei nostri ragazzi. La prima si riferisce al nostro Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi che è stato coinvolto dal Consiglio regionale del Piemonte in una iniziativa legata ai festeggiamenti del 2 giugno #IoCiCredoPerchè. Il loro contributo sull’articolo 9 della costituzione, che condensa principi molto cari alla nostra Città, è stato inserito nel video “Vignettisti e bambini raccontano la Costituzione” diffuso sui canali istituzionali, social e inviato agli organi d’informazione. La seconda iniziativa riguarda i ragazzi dell’Istituto Galilei che hanno organizzato su Facebook una grande maratona di lettura dei principali articoli della costituzione. Un mio personale ringraziamento a tutti loro, ragazze e ragazzi protagonisti indispensabili della costruzione del prossimo futuro che finalmente rimetta al centro le persone e l’ambiente nell’intento di perseguire il bene comune».

Il messaggio del sindaco
Il nuovo Ccrr insieme al sindaco di Avigliana Andrea Archinà, agli assessori e ai consiglieri comunali.
Il nuovo Ccrr insieme al sindaco di Avigliana Andrea Archinà, agli assessori e ai consiglieri comunali.

Cari concittadini aviglianesi,

oggi si celebra la Festa della Repubblica, a ricordo di quel 2 giugno del 1946 quando, per la prima volta a suffragio universale, gli italiani furono chiamati a esprimersi su quale forma di governo dare al Paese ed eleggere i deputati dell’Assemblea Costituente, che avrebbero avuto il compito di redigere la nuova Carta costituzionale.

A 74 anni di distanza potremmo essere forse presi dalla tentazione di considerare tale ricorrenza un rituale obsoleto e retorico. Eppure, il suo ripristino, voluto dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel 2001 dopo anni di sospensione, ci ha consentito di tornare a riflettere ormai molte volte sull’importanza che ebbe allora tale avvenimento e sul significato che esso assume oggi. Un valore che ci spinge in primis a rendere onore all’impegno profuso da molti per restituire alla nostra Patria onore e dignità dopo le brutalità della tirannide nazifascista. In questo senso, con grande tristezza, il pensiero non può che andare a Ilvio Ghiano, partigiano aviglianese della 41° Brigata Garibaldi, che ci ha lasciato proprio in questi giorni, facendo venire meno una delle testimonianze più limpide delle nostre memorie partigiane. Invito tutti a riascoltare le sue parole in questa bella intervista pubblicata proprio qualche settimana fa in occasione della ricorrenza del 25 aprile.

Oggi come allora viviamo un momento estremamente delicato della nostra storia nazionale. Come ben ricorda Ilvio, a quel tempo si reagiva ai lutti, alle sofferenze e alle distruzioni della guerra. Oggi dobbiamo contrastare un nemico ancora troppo poco conosciuto, imprevedibile, che ha messo a dura prova le nostre esistenze, costringendoci a interrompere relazioni sociali, a chiudere le scuole. Ha messo a rischio tanti progetti di vita e di lavoro. Ha posto a durissima prova la struttura produttiva del nostro Paese.

In quello che ha avuto l’effetto di un vero e proprio shock, tuttavia, ci siamo ritrovati a toccare con mano la solidarietà, la generosità, la professionalità, la pazienza, il rispetto delle regole, abbiamo riscoperto, in tante occasioni, giorno per giorno, doti che, a taluno, sembravano nascoste o appannate, come il senso dello Stato e l’altruismo. A questo proposito non posso non rivolgere un pensiero di gratitudine a quanti in questi mesi sono stati, con grande sacrificio e senso del dovere, in prima linea garantendo il soccorso, la cura, la produzione dei beni primari, la fornitura dei servizi essenziali, la solidarietà concreta che ha permesso di non lasciare nessuno solo.

In questo periodo siamo stati però portati a riflettere e rendere onore anche a valori come la democrazia e la libertà. Principi che i padri costituenti avevano ben chiari quando furono chiamati a stabilire i nuovi pilastri sui quali fondare il nuovo ordine costituzionale. Quello spirito costituente rappresentò il principale incentivo alla rinascita dell’Italia. Seppe unire gli italiani, al di là delle appartenenze, nella convinzione che soltanto insieme si sarebbe potuta affrontare la condizione di estrema difficoltà nella quale il Paese era precipitato.

Possiamo, dunque, assumere questa giornata ancora una volta come emblematica per l’inizio della nostra ripartenza. Una ricostruzione da cui nessuno deve sentirsi escluso.

A partire dalle nuove generazioni, anche loro chiamate a riflettere sui valori fondanti della nostra democrazia. Lo sanno bene i ragazzi che fanno parte del nostro Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, scelti dal Consiglio regionale del Piemonte per portare, insieme ai loro colleghi di altri quattro comuni, una riflessione sugli articoli più significativi della nostra Costituzione. Il loro contributo sull’articolo 9, che condensa principi molto cari alla nostra Città, è stato inserito nel video “Vignettisti e bambini raccontano la Costituzione” una delle iniziative regionali per la festa del 2 giugno #IoCiCredoPerchè.

A non essere escluse dovranno però essere anche le aree del nostro Paese da sempre troppo poco sotto i riflettori e che a maggior ragione in tempi di emergenza e di crisi rischiano di essere le prime a subire i contraccolpi più pesanti. Che questa festa sia dunque anche un’occasione di grande coesione per i piccoli Comuni. Proprio in questi giorni celebriamo il loro orgoglio guidati dal Comitato promosso da Legambiente, Symbola, Uncem e molti altri con l’intento di valorizzare le connessioni quali strumento per rompere l’isolamento reale e culturale che interessa molti nostri territori considerati marginali, ma che rappresentano la vera essenza del nostro Paese.

Così, riprendendo lo slogan di questa bella iniziativa, l’augurio che faccio a tutti noi è quello di imparare a voler bene all’Italia e a essere interpreti, ciascuno secondo le proprie possibilità, di quel percorso di rinascita che ponga veramente al centro le persone e le loro comunità e ci guidi nel perseguire il bene comune.

Andrea Archinà

 

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