Defibrillatori per lo Sport

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Gli apparecchi di ultima generazione sono stati consegnati alle società sportive nel rispetto delle nuove normative

Da sinistra l’assessore Tavan insieme ai presidenti delle società sportive Mimmo Paladino (Aviglianese calcio), Emma Rosa Colombo (Bees), Paolo Murgia (Rebels) e Gianluca Novello (Avigliana basket, sezione atletica)
Da sinistra l’assessore Tavan insieme ai presidenti delle società sportive Mimmo Paladino (Aviglianese calcio), Emma Rosa Colombo (Bees), Paolo Murgia (Rebels) e Gianluca Novello (Avigliana basket, sezione atletica)

Sabato scorso l’assessore allo Sport Enrico Tavan ha consegnato 4 defribillatori alle società che praticano attività sportiva ai campi sportivi comunali di via Suppo. Le apparecchiature salvavita sono state consegnate in comodato d’uso gratuito alle società di baseball Bees e Rebels, all’Aviglianese calcio e alla Polisportiva Avigliana Basket, sezione di atletica. Dal primo luglio 2017 è entrato in vigore l’obbligo di dotarsi di defibrillatori anche per le associazioni e le società sportive dilettantistiche e quindi ogni impianto sportivo deve essere dotato di un defibrillatore semiautomatico o a tecnologia più avanzata. Nel corso delle gare deve essere presente una persona formata all’utilizzo del dispositivo salvavita e gli obblighi gravano in capo a tutte le società o associazioni sportive dilettantistiche che praticano una delle 396 discipline sportive riconosciute dal Coni.

Per venire incontro alle esigenze delle società sportive che utilizzano le palestre cittadine l’Amministrazione comunale, attraverso l’assessorato allo Sport del Comune di Avigliana, aveva già deciso nel 2017 di intervenire acquistando e poi installando i defibrillatori che ancora mancavano nelle palestre, oltre a posizionarne uno fisso ai campi di via Suppo. «La nostra Amministrazione – sottolinea l’assessore allo Sport Enrico Tavan – ha voluto di nuovo intervenire nell’acquisto dei defibrillatori per venire incontro alle quattro società che utilizzano gli impianti sportivi di via Suppo e che lavorano con e per i nostri giovani. Le società sportive infatti si sono già accollate i costi dei corsi obbligatori per formare i loro associati per l’utilizzo corretto delle apparecchiature».

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