Un workshop per il Dinamitificio

Sono stati selezionati i partecipanti al workshop RE-SCAPE | nuove narrazioni generative promosso da Avanzi, sostenibilità per azioni e dall'Amministrazione comunale di Avigliana, con il contributo di Terna, Famar e Movegreen. Il corso si svolge ad Avigliana, presso il centro La Fabrica, dal 13 al 16 settembre 2019

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Sono stati selezionati i partecipanti al workshop RE-SCAPE | nuove narrazioni generative promosso da Avanzi, sostenibilità per azioni e dall’Amministrazione di Avigliana, con il contributo di Terna, Famar e Movegreen. Il corso si svolge ad Avigliana, presso il centro La Fabrica, dal 13 al 16 settembre 2019

L’Amministrazione di Avigliana ha promosso un percorso di co-progettazione che interpreta l’ex Dinamitificio Nobel come asset complementare a una più complessiva strategia di sviluppo locale e di competitività territoriale, che vede nella sua riattivazione un’azione-cardine per la definizione di una offerta integrata capace di aggregare gli interessi di molti attori locali e nazionali.
In questa cornice, Avanzi. Sostenibilità per Azioni sta accompagnando l’Amministrazione in un percorso di definizione di uno scenario di sviluppo per l’area e per il complesso dell’ex Dinamitificio Nobel, con l’obiettivo di creare un processo sovralocale di rigenerazione attraverso la co-progettazione di uno spazio ibrido a vocazione culturale, che mira a rispondere ai bisogni e agli interessi locali e sovralocali, ma anche a rappresentare l’accesso alla Valle di Susa e ai soggetti che gravitano attorno a quest’area.

L’ex Dinamitificio rappresenta infatti un sito unico nel suo genere, e si colloca al contempo in un sistema internazionale di luoghi legati alla figura di Alfred Nobel e in un sistema turistico di valenza non solo nazionale, nell’ambito dei quali si muove una significativa platea di attori.
È in questo quadro che si inserisce il workshop RE-SCAPE | nuove narrazioni generative, workshop di progettazione che si propone di costruire una nuova narrazione del territorio che sia generativa di un nuovo sguardo e di nuove prospettive progettuali per il futuro dell’ex Dinamitificio.
La metodologia di lavoro mira a tenere insieme più livelli di progettazione, con l’obiettivo di restituire un prodotto di narrazione che inneschi interessi per un processo più ampio di valorizzazione del territorio.
L’iniziativa di co-progettazione sviluppata attorno all’ex Dinamitificio Nobel sarà inserita in un sistema più ampio di esperienze nazionali di riattivazione con cui Avanzi stessa dialoga sia come soggetto attivatore (in riferimento al suo ruolo di gestore diretto), sia come soggetto incaricato di accompagnare i processi di avvio.

IL SITO E IL SUO VALORE

Il gruppo di lavoro del workshop Re-scape

A Est della palude dei Mareschi si trovano i monumentali resti della più importante fabbrica mondiale di esplosivi degli Anni ’40. La ragione principale di tale scelta dislocativa fu certamente la presenza di formazioni collinari che consentivano una protezione dell’abitato dagli effetti delle deflagrazioni che potevano essere causate da questa pericolosa attività.
Il complesso, che rappresenta uno degli esempi più interessanti di architettura industriale d’inizio secolo, fu tra i primi stabilimenti industriali di Avigliana.

Allora era denominato “Società Anonima per la fabbricazione della dinamite, brevetto Nobel“.
A inizio secolo, per iniziativa di un gruppo di cinque banchieri parigini e della Società Alfred Nobel di Amburgo si diede inizio alla realizzazione dello stabilimento, che venne completato nel 1873. Nel 1908 la Società Nobel acquistava inoltre dalla famiglia Cravotto altri terreni in regione Allemandi per l’insediamento di stabilimenti per la produzione di nuovi tipi di polvere. Nel 1825 dal piccolo reparto del “primogenito” stabilimento Valloya, su brevetto dell’americana Dupont, prese avvio la fabbrica di vernici Duco, complesso che entrò, in seguito, nel Gruppo Montecatini.
Durante l’ultimo conflitto mondiale l’area fu teatro di bombardamenti e soggetta ad azioni partigiane. La successiva crisi delle commissioni militari e le variate esigenze dislocative provocarono il decadimento progressivo del complesso industriale che cessò la produzione negli anni ’60 del secolo scorso.
Su questo stesso tessuto hanno ripreso forza varie attività, raggruppate in un Polo integrato di sviluppo, dando vita ad una zona industriale, che trova le sue origini proprio nel Dinamitificio.
Nel 2002 l’ex dinamitificio viene convertito in museo e gestito dall’associazione Amici di Avigliana che ne ha curato a lungo gli allestimenti e le visite guidate. Successivamente sia l’attività museale che il Bar “Tritolo” sono gestiti dallo stesso soggetto. Nonostante il “Tritolo” riesca ad affermarsi nel tempo come punto di ritrovo per i giovani, tale gestione non raccoglie i risultati sperati rispetto alla promozione dell’attività culturale auspicata per il Museo del Dinamitificio, e l’esperienza si conclude con la chiusura di tutte le attività e della concessione.
A seguito della sua chiusura, alla fine del 2015, la gestione del sito – che riguarda in quella fase solo la componente espositiva – passa all’Amministrazione comunale di Avigliana che, grazie al supporto di alcune guide ecologiche specializzate, gestisce le aperture dello spazio museale.
La mancata strutturazione e promozione dell’offerta culturale in questi ultimi anni ha notevolmente indebolito il ruolo dell’ex Dinamitificio come emergenza territoriale e come nodo dell’offerta turistica locale, nonostante le sue notevoli potenzialità. Il complesso dell’Ex Dinamitificio Nobel rappresenta infatti uno degli esempi più interessanti di archeologia industriale d’inizio secolo: insieme al dinamitificio di Carmignano, di Johannesburg e alla Villa Nobel di Sanremo, fa parte della rete internazionale degli spazi dedicati alla figura di Nobel.

IL PERCORSO DI ACCOMPAGNAMENTO
Il percorso di accompagnamento che Avanzi sta fornendo al Comune di Avigliana è finalizzato alla redazione di uno scenario di sviluppo per la valorizzazione dell’ex Dinamitificio e si articola in tre fasi propedeutiche:

  1. Ricognizione dei sistemi di opportunità e delle posizioni di attori rilevanti, con l’obiettivo di far emergere opportunità, posizioni, interessi in gioco e aspettative.
  2. Attivazione di un processo di animazione (nell’ambito del quale rientra il workshop RE-SCAPE), con l’obiettivo di accendere i riflettori sull’area e di far emergere possibili soggetti, idee progettuali e risorse da mettere in gioco nel processo di rilancio dell’ex Dinamitificio come struttura ibrida a servizio del territorio, a vocazione culturale.
  3. Disegno di linee guida per la definizione del bando di concessione dell’ex Dinamitificio. La prima fase del percorso è stata finalizzata a costruire una base conoscitiva a partire dalla quale sviluppare l’attività progettuale dedicata al programma funzionale e gestionale dello spazio. Un’attività di indagine che mira a costruire una fotografia complessiva del contesto d’azione: il territorio di Avigliana e dintorni, i progetti che su questo insistono, i soggetti che a vario titolo vi operano, i potenziali soggetti attivabili attorno allo sviluppo della competitività territoriale nonché alla rigenerazione dell’area dell’ex Dinamitificio, tra passato, presente e possibili scenari futuri. Da questa prima fase sono emerse le seguenti considerazioni e alcuni temi chiave:
    1. il territorio di Avigliana è ricco di risorse (prevalentemente di natura culturale e ambientale), ma riscontra molte debolezze in termini di vivacità del centro storico, del sistema commerciale, del sistema turistico locale (operatori, accoglienza, ristorazione) sia in termini di sistema d’offerta, sia di soggetti;
    2. la necessità di costruire un’immagine, un brand dell’ex dinamitificio, cogliendo le enormi potenzialità legate alla figura di Alfred Nobel;
    3. la definizione di un frame che metta a sistema il rapporto tra l’ex Dinamitificio e il parco dei Laghi;
    4. la vocazione outdoor del territorio: la diffusione di attività legate a cicloturismo, arrampicate, paracadutismo, attività “acquatiche”;
    5. le opportunità di un territorio che può contare sulla relazione con il Politecnico di Torino e con le scuole locali (soprattutto attraverso le imprese);
    6. le difficoltà di un territorio molto debole rispetto ai temi dell’innovazione sociale e culturale;
    7. una localizzazione penalizzante: sorge in una zona non prossima al centro città e accanto a un’area industriale poco manutenuta, anche se di qualità rispetto alle imprese che ospita, che si caratterizzano per alta specializzazione degli addetti e relazioni prevalentemente con l’estero;
    8. l’opportunità di affermarsi come potenziale crocevia, a più scale:
      • locale > è a partire dal dinamitificio che si è sviluppata l’area industriale adiacente, a cui alcune delle imprese lì localizzate sono legate dal punto di vista identitario; in prossimità del sito passa la rete ciclabile locale e a pochi metri sorgono i luoghi della memoria legati a Nobel e a Primo Levi, che in “Se questo è un uomo” fa riferimento ad Avigliana;
      • sovralocale > l’ex Dinamitificio si colloca in un sistema turistico oggi non sfruttato al pieno delle sue potenzialità, assieme ai laghi, alla Sacra di San Michele, alla via francigena; inoltre Avigliana è la porta di ingresso alla Val di Susa, aprendo alla prospettiva di un sistema turistico integrato con tutta la valle;
      • nazionale e internazionale > l’ex Dinamitificio è uno dei luoghi di Nobel, assieme ai differenti siti localizzati in Liguria (a Sanremo) e in Toscana, ma anche alla Svezia e al Sudafrica.

OBIETTIVI, FINALITÀ E APPROCCIO
Il workshop RE-SCAPE è un’esperienza progettuale di tipo residenziale e immersivo; lavorando attorno al rilancio dell’ex Dinamitificio e, più in generale, dell’intero contesto territoriale, si vuole costruire un prodotto di storytelling che proponga narrazioni inedite, mettendo a valore la natura di sito di archeologia industriale carico di significati storici e di memoria, oltre alle straordinarie risorse ambientali e paesaggistiche del territorio, in una visione che non chiama solo in causa l’attuale museo del Dinamitificio ma un’idea di parco che attorno ad esso viene riconosciuto e valorizzato.
Il workshop si propone quindi di lavorare alla costruzione di narrazioni inedite a partire dalla combinazione di modalità espressive e linguaggi diversi: dalla scrittura al disegno, dalla fotografia al video. L’obiettivo è realizzare un prodotto concreto e spendibile di comunicazione e storytelling, come strumento per promuovere e alimentare il rilancio del territorio e dell’ex Dinamitificio; un prodotto che, attraverso una struttura narrativa complessa, sfocia nella realizzazione di una “casa digitale”1 che ospiterà i diversi contenuti elaborati e si propone come mezzo di co-progettazione: è progettuale l’atto della ripresa, del disegno o della scrittura, perché comporta una definizione di un percorso e di un taglio narrativo; è progettuale la restituzione, perché necessita di una riflessione strategica su cosa raccontare e come si vuole arrivare allo spettatore/fruitore.
Nello specifico, il workshop RE-SCAPE, persegue diverse finalità, tra cui:
• “accendere i riflettori” su un’area dalle straordinarie potenzialità e, attraverso la costruzione di
narrazioni inedite, proponendo suggestioni sul futuro e piste progettuali per rilanciare il territorio;
• creare le condizioni di innesco per l’attivazione di un processo di rigenerazione che interseca la
dimensione creativa, artistica e culturale, sociale, ambientale e paesaggistica;
• far esercitare i diversi soggetti coinvolti, alla co-progettazione per e con il territorio, attraverso
l’integrazione di competenze esperte e saperi locali;
• ispessire le reti locali, facendo convergere i diversi interessi degli attori coinvolti;
• consolidare la messa in rete di risorse materiali e immateriali legati alla cultura e al territorio;
• offrire un’esperienza formativa di tipo residenziale attraverso diverse attività di lavoro sul campo
e di progettazione condivisa;
• evocare l’ex Dinamitificio come snodo di una rete culturale e di fruizione turistica più ampia, che
sia in grado di collocarsi anche nel sistema internazionale di luoghi legati alla figura di Nobel.
Il programma del workshop prevede la realizzazione di una passeggiata esplorativa lungo un percorso oggi non praticato, che va dall’ex Dinamitificio al Lago Grande di Avigliana, e che consentirà di connettere non più solo idealmente il lago e il Dinamitificio, in una prospettiva di ridefinizione della strategia di sviluppo (da Museo a Parco del Dinamitificio Nobel).
La passeggiata vedrà il coinvolgimento di alcuni soggetti locali, in un racconto a più voci.
A chiusura del workshop si propone infine un momento di discussione sugli esiti dei lavori e la progettazione collettiva, guidata da un esperto esterno, della casa digitale che ospiterà i vari prodotti. Infine, in data da definirsi, sarà organizzato un momento di discussione collettiva degli esiti del workshop durante il quale la nuova narrazione sarà punto di partenza e pretesto per ragionare attorno ad un’ipotesi di sviluppo concreta dell’area; a questo incontro saranno invitati anche soggetti non locali potenzialmente interessati a contribuire alla riattivazione dell’ex Dinamitificio.
1 Rispetto alla natura del prodotto, si segnala a titolo esemplificativo: https://terracava.weebly.com/ ; http://areabenicomuni18.avanzi.org/

I CREATIVI SELEZIONATI
Il gruppo di partecipanti al workshop è composto da giovani creativi provenienti da tutta Italia e da differenti percorsi formativi, con diverse competenze, con profili che integrino diverse dimensioni professionali e disciplinari. I partecipanti dovranno sperimentarsi attorno a un percorso di progettazione di una narrazione generativa per l’ex Dinamitificio e del territorio: sono chiamati a progettare in maniera collaborativa, a comprendere e raccontare dinamiche e storie locali attraverso i loro differenti linguaggi, con modalità sintetiche ed efficaci (fotografia, video, disegni, info-grafiche, suoni, testi, poesie, ecc.). I candidati selezionati si confronteranno con esperti, con la comunità locale e con alcune realtà attive sul territorio, e saranno accompagnati, lungo la tre giorni, da un gruppo di professionisti. Brainstorming, pitch-talks a chiusura delle sessioni di lavoro consentiranno al gruppo di aggiornarsi ed allinearsi rispetto alle letture e interpretazioni del territorio.
Durante i giorni del workshop saranno dunque costruite narrazioni inedite del luogo e del territorio in grado di intercettare le valenze simboliche e identitarie del sito, oltre che stimolare scenari di trasformazione.

IL GRUPPO DI PROFESSIONISTI E TUTOR
Il workshop sarà accompagnato da un gruppo di professionisti ed esperti, di seguito elencati.
Per Avanzi. Sostenibilità per azioni:
Claudio Calvaresi | Dottore di ricerca in Urbanistica, senior consultant e responsabile dell’area Rigenerazione Urbana e innovazione sociale di Avanzi. Svolge attività di ricerca, valutazione e consulenza su temi di politiche urbane e dello sviluppo locale in aree interne.
Linda Cossa | Dottore di Ricerca in Progettazione e Governo del Territorio. Senior consultant di Avanzi, è project manager per il percorso di riattivazione dell’ex Dinamitificio Nobel. Da oltre 10 anni si occupa di rigenerazione urbana e processi di partecipazione e coinvolgimento della comunità locale e degli stakeholder.
Sara Le Xuan | Laureata in Pianificazione e politiche per la città il territorio e l’ambiente, è consultant di Avanzi e si occupa di progetti di rigenerazione urbana, innovazione sociale e percorsi di co- progettazione per la riattivazione di spazi.
Giovanni Pizzochero | Laureato in Scienze Geografiche e in Scienze Politiche è Senior consultant di Avanzi. Da oltre 13 anni si occupa di rapporti tra impresa e territorio, stakeholder engagement e corporate social responsibility e svolge attività di formazione a vantaggio di imprese, business school, università.
Elena Merlo | Laureata in Comunicazione Interlinguistica Applicata e Laurea Magistrale in Scienze Linguistiche per il Management Internazionale. Dal 2015 è Junior Communications Manager per Avanzi, dove si occupa dell’elaborazione di Strategie di Comunicazione Integrata interna ed esterna. Elena Donaggio | Architetto, Phd in “Progetti e politiche urbane”, senior consultant di Avanzi, si occupa di pianificazione, programmi di rigenerazione urbana, processi partecipativi e di stakeholder engagement; pianificazione strategica; assistenza tecnica e scientifica alla definizione di strategie di sviluppo territoriale e promozione dell’innovazione sociale.
Giulia Alberio | Architetto, svolge attività di progettazione, ricerca e consulenza sui temi della rigenerazione urbana e delle politiche abitative. Ha sviluppato progetti di rete nell’ambito di programmi integrati di rigenerazione urbana e in processi di riattivazione di spazi.
Per Make a Cube. Buone idee elevate a impresa:
Matteo Bartolomeo | Socio fondatore di Avanzi e Make a Cube. Ha avviato e assistito diversi progetti imprenditoriali ad alto valore ambientale e sociale. Si occupa di strategia, general management, attività di assistenza a start up e definizione di modelli d’impresa che rispondano a bisogni sociali rilevanti.
Benedetta Caputi | Program Manager presso Make a Cube, si occupa di progetti di incubazione per imprese innovative ad alto valore sociale e culturale e di bandi a livello nazionale ed Europeo. Ha appena concluso il master U-Rise Rigenerazione Urbana ed Innovazione Sociale presso l’università IUAV di Venezia.
Per Politecnico di Milano:
Carolina Pacchi | Socia fondatrice di Avanzi, è professore associato in Tecnica e Pianificazione Urbanistica presso il Politecnico di Milano. Si occupa di temi di conflittualità locale e mobilitazione dei cittadini nelle trasformazioni locali e di disuguaglianze urbane. Ha pubblicato saggi e paper su questi temi su riviste italiane e internazionali.
Per Politecnico di Torino:
Antonio De Rossi | Architetto, professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana, e direttore del centro di ricerca Istituto di Architettura montana, presso il Politecnico di Torino. È autore di La costruzione delle Alpi. Il Novecento e il modernismo alpino (1917-2017) (Donzelli, 2016), e del precedente volume La costruzione delle Alpi. Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773- 1914) (Donzelli, 2014), insignito nel 2015 del Premio Rigoni Stern e del Premio Acqui Storia.
Angioletta Voghera, Benedetta Giudice, Davide Rolfo, Roberto Ingaramo | Il gruppo di ricerca del Politecnico di Torino promuoverà in autunno un joint workshop internazionale di progettazione, in collaborazione con l’ENSAG – École Nationale Supérieure d’Architecture de Grenoble e IUGA – Institut d’Urbanisme & Géographie Alpine de l’Université Grenoble-Alpes. Gli studenti avranno l’occasione di discutere e progettare soluzioni urbanistiche, paesaggistiche e architettoniche innovative in due contesti territoriali di Grenoble e Avigliana (Ex dinamitificio Nobel).
Per l’Amministrazione Comunale di Avigliana:
Andrea Archinà | Dopo la laurea in Giurisprudenza consegue l’abilitazione all’esercizio della professione forense (2012) e il dottorato in “Diritto, Persona, Mercato” presso l’Università degli studi di Torino con una tesi sulla circolazione dei beni culturali (2014). Tra i promotori del piano di valorizzazione culturale integrata Valle di Susa. Tesori di Arte e Cultura alpina, collabora con vari enti sullo sviluppo di progettualità innovative legate alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Dopo aver ricoperto la carica di assessore con deleghe alla cultura, ai beni archeologici e al turismo dal 2012 al 2017, attualmente è Sindaco della Città di Avigliana.
Professionisti esterni:
Patrizia Santangeli | Documentarista, ha iniziato lavorando come dj e direttore artistico di una radio privata. Dal 1994 nel mondo della comunicazione, ha svolto il lavoro di copywriter e regista di spot, backstage, video istituzionali. Negli ultimi anni ha intensificato la sua attività di regista di documentari e filmati per il web. Interessi, capacità progettuale maturata nel tempo e competenze multidisciplinari, la spingono ad avere un approccio a più dimensioni ai lavori, dove il documentario diventa uno degli strumenti a disposizione.
Paola Serrittu | Co-fondatrice e Project Manager di LandWorks, è Laureata in Architettura e in Urbanistica e Pianificazione Territoriale e Ambientale presso l’Università di Sassari. Dal 2011 con LandWorks lavora principalmente in siti in particolare stato di degrado e abbandono e con caratteristiche socio-economiche in sofferenza, con l’obiettivo di generare processi di valorizzazione permanente attraverso la cultura. È ideatrice del progetto di rigenerazione urbana “LandWorks Plus” nell’ex borgo minerario dell’Argentiera-Sassari e curatrice del MAR-Miniera Argentiera, il primo museo minerario a cielo aperto in realtà aumentata.
Chiara Basile | Ph.D. in “Urban and Regional Development” a Torino e Bruxelles, laureata in Architettura, si occupa di rigenerazione urbana, processi collaborativi e strategie di sviluppo e promozione del territorio. È co-fondatrice e project manager di “The School of Losing Time” che dal 2015 sviluppa azioni di ricerca urbana, progettazione e implementazione di progetti di impatto territoriale e attivazione sociale. Da gennaio 2019 collabora con la Città di Avigliana per la riattivazione dell’ex Dinamitificio Nobel e per la costruzione di una strategia di fundraising municipale.
Giorgio Boatti | Giornalista e scrittore, è autore di diversi libri su temi cruciali della storia italiana del Novecento. Tra gli altri: Piazza Fontana. 12 dicembre 1969: il giorno dell’innocenza perduta; Preferirei di no. Le storie dei dodici professori che si opposero a Mussolini, editi da Einaudi. Ha affrontato alcuni aspetti del nostro Paese in una trilogia edita da Laterza e composta da: Sulle strade del silenzio. Viaggio per monasteri d’Italia e spaesati dintorni; Un paese ben coltivato. Viaggio nell’Italia che torna alla terra e, forse, a se stessa; Portami oltre il buio. Viaggio nell’Italia che non ha paura. È consulente di un progetto di valorizzazione territoriale nell’Appennino di Lombardia varato da Fondazione Cariplo e affidato a Fondazione Sviluppo Oltrepò.
Mario Ferraguti | Scrittore di Parma. Dopo anni di ricerche sull’Appennino ha pubblicato diverse opere che ne descrivono il mondo affascinante e a volte misterioso, da cui sono anche stati tratti spettacoli teatrali. Tra i suoi libri: Malalisandra (Cadmo, 2004), Dove il vento si ferma a mangiare le pere (Dibasis, 2010), Ti segno e ti incanto (Fedelo’s, 2012), Sulle tracce del lupo che mi gira in testa (Fedelo’s, 2014), La voce delle case abbandonate. Piccolo alfabeto del silenzio (Ediciclo, 2016) e I mostri d’aria. Chi comanda la natura? (Ediciclo, 2016).
Fabio Guida | È architetto associato dello studio di architettura MG2, Professore a contratto per il Corso Grafica 1 all’interno del modulo Communication Design, all’interno del Corso di Laurea in Design e comunicazione visiva. È co-fondatore e socio dello studio di comunicazione Quattrolinee e membro dell’associazione culturale no-profit PLUG. Dal 2015 è il Presidente Print Club Torino e dal 2016 coordinatore del festival internazionale Torino Graphic Days.
Valentina La Terza | Co-founder di Wonder Grottole, progetto di rigenerazione del centro storico di Grottole, a 30 km da Matera. Srl Impresa Sociale fondata nel 2018, Wonder Grottole ha sviluppato – in partnership con Airbnb – il progetto Italian Sabbatical: 5 volontari internazionali (selezionati su 285.000 candidature) hanno trascorso l’estate 2019 immersi nella realtà e nella comunità grottolese. È inoltre responsabile del programma di BASE Milano, al cui percorso ha partecipato sin dalle prime fasi di ideazione, dopo una lunga esperienza in Arci Milano e Carroponte.
Stefano Munarin | Professore di Urbanistica all’Università Iuav di Venezia, insegna Urbanistica e Progettazione Urbanistica e dove lavora al Dottorato di Ricerca in Urbanistica organizzando le attività e svolgendo attività di tutor. Ha partecipato a diverse ricerche di carattere nazionale ed europeo e attualmente è delegato del Rettore dello Iuav per lo sport, l’inclusione e il diritto allo studio. All’interno dell’Università Iuav coordina anche il cluster di ricerca “Re-Lab” e fa parte della Giunta della Siu.

ARTICOLAZIONE DELLE GIORNATE DI LAVORO
Le attività iniziano venerdì 13 settembre 2019 e proseguono fino a lunedì 16 settembre 2019 (4 giorni e 3 notti complessivamente) e si svolgono prevalentemente presso il centro La Fabrica di Avigliana.

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