Biblioteca: l’Amministrazione risponde alla petizione

in Cultura

La risposta ufficiale dell’Amministrazione comunale alla petizione contro la “privatizzazione della biblioteca”: «Esternalizzati alcuni servizi: non esiste alcuna privatizzazione»

In seguito alla costituzione nel mese di maggio 2018 di un comitato spontaneo, alcuni cittadini hanno presentato una petizione “contro la privatizzazione della biblioteca”. Nonostante la biblioteca civica “Primo Levi” di Avigliana non sia mai stata privatizzata e neppure corra il rischio di divenire privata, il comitato ha iniziato una protesta sul territorio, attraverso una pagina Facebook e raccogliendo adesioni attraverso il sito Change.org. Pare comunque opportuno premettere che in base a riscontri effettuati delle circa 200 firme raccolte, 124 persone non risultano iscritte alla biblioteca, 30 risultano iscritte ma inattive e solamente 44 risultano frequentatori attivi. Si aggiunga che alcuni firmatari hanno successivamente dato riscontro di aver compreso che non sussistono rischi di privatizzazione e che semmai era in corso una parziale gestione esterna, affidata a soggetti privati.

Dall’inizio del 2018, infatti, in seguito alla concessione del trasferimento alla precedente bibliotecaria in un’altra sede, nella biblioteca Primo Levi continua a lavorare a tempo pieno un dipendente comunale, così come dipendente del Comune è il funzionario responsabile. L’Amministrazione, per rispondere a tale sopravvenuta criticità e garantire la fruizione della biblioteca, cogliendo l’occasione anche per arricchirne l’offerta culturale, ha quindi affidato sperimentalmente la gestione di alcuni servizi alla cooperativa Culturalpe in attesa di emanare apposito bando pubblico. È stata messa così in atto una parziale esternalizzazione (non la privatizzazione) di alcuni servizi, pur mantenendo la regia della biblioteca completamente in carico al Comune. Oltre alla necessità di rispondere con celerità alla contingenza, la soluzione adottata risulta maggiormente funzionale a rispettare i rigidi vincoli di personale imposti dalla normativa vigente che restringe gli spazi di nuove assunzioni.

Alla luce di tali considerazioni si è inoltre colta l’occasione per rivedere l’assegnazione del personale dipendente e interinale in forza ai vari settori della macchina comunale, riequilibrando la situazione. In ogni caso al momento la gestione della biblioteca non presenta criticità, anzi la fruizione da parte del pubblico risulta migliorata, la chiusura estiva è stata ridotta rispetto agli anni precedenti, l’offerta culturale è cresciuta, in pochi mesi l’intero patrimonio librario è stato riordinato e rinnovato. In un incontro con i promotori della petizione avvenuto il 6 settembre 2018, sono state chiarite ai cittadini del comitato spontaneo le ragioni delle scelte che l’Amministrazione comunale ha preso e che hanno portato alla parziale esternalizzazione di alcuni servizi.

«L’attuale gestione in parte pubblica e in parte esterna, – spiega il sindaco di Avigliana Andrea Archinà – fornisce le più ampie garanzie perché le linee di indirizzo e sviluppo restino in carico al Comune. Nel corso degli ultimi anni l’Amministrazione ha costantemente aumentato i fondi a disposizione della biblioteca, anche per garantirne l’inserimento e il successivo mantenimento nel servizio Sbam, grazie a cui è stata messa in rete insieme ad altre dodici biblioteche dell’area Ovest di Torino. Spiace dunque constatare come, a fronte di una sempre maggiore attenzione di questa Amministrazione al settore culturale, di cui la Biblioteca rappresenta un tassello fondamentale, si diffondano attraverso metodologie che riteniamo discutibili, notizie fondate su parziali conoscenze delle modalità di gestione. Contrariamente alla paventata deriva che il comitato vorrebbe attribuire, è ferma intenzione di questa Amministrazione, non solo mantenere gli attuali servizi, ma se possibile implementarli, a beneficio di tutti i cittadini e avvalendosi della migliore professionalità possibile. Perché più che “vigilare” (cit.) qui c’è bisogno di costruire una nuova società basata sulla cultura, sul rispetto e sul dialogo, e in questo senso ci impegniamo quotidianamente per la nostra città».

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