Un protocollo per le fasce deboli

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Firmato anche nel 2018 il Protocollo di cittadinanza e concertazione insieme alle organizzazioni sindacali: un impegno di 850mila euro di bilancio comunale in progetti per le fasce più deboli
Dal 1999 il Comune di Avigliana sottoscrive con Cgil, Cisl e Uil protocolli d’intesa che hanno come linee guida i diritti, il lavoro e la solidarietà, per mantenere e migliorare i servizi e intervenire sulle politiche del lavoro, della qualità sociale e di contrasto alla crisi. Il 26 aprile scorso il protocollo è stato firmato in un incontro al quale hanno preso parte il sindaco di Avigliana Andrea Archinà, l’assessore alle Politiche sociali Enrico Tavan, il segretario Spi (Sindacato pensionati italiani) di Avigliana Felice Celestini, Maurizio Poletto della Cgil Valle di Susa e Franco Seren Rosso dello Spi-Cgil Torino.

«È simbolico il periodo in cui andiamo a firmare questo protocollo – spiega il sindaco di Avigliana Andrea Archinà -, tra il 25 aprile e il 1 maggio. C’è uno sforzo che qui non è indicato, ovvero del tempo e delle energie che si dedicano a risolvere situazioni con un diverso tipo di approccio. Avigliana è andata ben oltre le proposte fatte a livello nazionale sul reddito di cittadinanza, con questo protocollo che è ormai una tradizione da quasi vent’anni».

«Dal 1999 – ha ricordato l’assessore alle politiche sociali Enrico Tavan -, la prima volta con il sindaco Remo Castagneri, si firma questo protocollo con i sindacati. Da molti anni Avigliana cerca di impegnarsi sul sociale: non è un protocollo sui diritti del lavoro, sui diritti dei disabili o degli anziani, ma sulle cose concrete che si fanno ad Avigliana. Su queste pagine ci sono 850mila euro di bilancio comunale. Copriamo 120 ore alla settimana per i bimbi disabili nelle scuole dell’obbligo che vanno a sopperire le mancanze del Provveditorato agli Studi. I cantieri di lavoro dell’Unione montana partiranno a breve per 7 cittadini che verranno a lavorare in Comune. Tutti gli anni non incassiamo 150mila euro per fare un’esenzione per i redditi bassi, fino a 15mila euro (quando a livello nazionale il limite è di 8500 euro). Una scelta politica dell’amministrazione quella di non incassare dei soldi ma di preservare le famiglie di cittadini con un reddito basso. Domani inoltre si conclude un bando importante da 45mila euro che è il sostegno per le spese di riscaldamento. L’anno scorso sono arrivate 200 domande di famiglie con meno di 8000 euro Isee».

Felice Celestini, segretario Spi (Sindacato pensionati italiani) Avigliana ha parlato della crisi che coinvolge i pensionati: «Credo che la crisi che abbiamo vissuto e che non ha smesso di esercitare la sua funzione non ha risparmiato neanche Avigliana. Prendiamo atto della sensibilità politica che registriamo con questa amministrazione, anche cambiando soggetti politici, e speriamo che duri nel tempo».

Maurizio Poletto, Cgil Valle di Susa, ricordato come il sindacato oggi in Valle di Susa sia una presenza importante per i lavoratori: «La necessità dell’Amministrazione è di incassare i soldi dell’Irpef ma all’interno di un’idea di solidarietà. Son due fondi mica da poco, non solo rivolti alla popolazione ultra 65enne. Si è rivelata una fascia di povertà sociale e si è ragionato anche sulle famiglie a basso reddito. Sono felicissimo dei cantieri lavoro: in tutta la valle saranno 38-39, il Comune di Avigliana ne ha 7. Una scommessa che non è l’assistenza. Sui cantieri in particolar modo con l’Unione dei Comuni da anni abbiamo fatto un tavolo apposito che riprende le linee di questo protocollo. C’è quest’idea di fare rete: con Avigliana abbiamo iniziato prima».

Franco Seren Rosso, Spi-Cgil Torino ha concluso con alcuni dati: «Su 315 Comuni della Provincia di Torino abbiamo fatto accordi con circa 120 Comuni. Avigliana è uno di quelli con cui abbiamo fatto sempre accordi. Un metodo molto importante. Avigliana è stato il primo Comune in cui abbiamo fatto un’indagine sugli over 55».

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