La Favola beach: emissioni sonore oltre i limiti di legge

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Arpa Piemonte ha monitorato le emissioni sonore del locale sul Lago Grande e ha certificato il superamento dei limiti, con musica ad altissimo volume fino alle 4 del mattino. Un’ordinanza specifica del sindaco ribadisce il rispetto dell’ordinanza del 2011 che prevede la cessazione della musica alle 24 

Avigliana, 28 agosto 2020 – La Favola beach club è un locale inaugurato il 12 giugno scorso, autorizzato per fare attività di bar, somministrazione bevande e stabilimento balneare grazie alla gestione della spiaggetta antistante. A partire dal giorno dell’inaugurazione gli imprenditori che gestiscono il locale hanno dato un’impronta diversa, promuovendo eventi e attività non autorizzate, con musica ad altissimo volume fino a tarda ora.
Il Comune di Avigliana, fin dalle attività preliminari all’apertura, ha manifestato la più ampia disponibilità a dare indicazioni su misure da adottare, normative e regolamenti anche durante l’emergenza Covid. Disponibilità, peraltro, rimarcata anche dalla presenza del sindaco all’evento inaugurale. Tuttavia, una volta avviato il locale, si sono verificate continue e numerose violazioni: l’insegna mai autorizzata, lo smaltimento non corretto dei rifiuti, i fuochi d’artificio, gli eventi e attività di intrattenimento svolti senza le preventive autorizzazioni. A destare altrettanta attenzione è stato inoltre il rilevante disturbo alla quiete pubblica rappresentato dalle emissioni sonore accertate da Arpa Piemonte per ben otto decibel al di sopra del limite di immissione differenziale previsto dalla legge. Tutto ciò in particolare nell’orario compreso tra le 2 e le 4 del mattino, fascia oraria nella quale l’unica sorgente percepita è stata ricondotta all’attività del locale. Il monitoraggio è avvenuto continuativamente per tre giorni a seguito dei numerosi esposti da parte di cittadini che hanno segnalato e subìto i rumori nei mesi estivi, impedendone il normale riposo anche nei giorni infrasettimanali.
Dopo un’iniziale fase interlocutoria con i titolari, in seguito a numerosi sopralluoghi e diffide, il sindaco di Avigliana è stato quindi costretto a emettere un’ordinanza (la numero 108 del 25 agosto 2020), nella quale ha imposto alla ditta Le vele srl che gestisce il locale, “l’immediata e totale cessazione delle emissioni sonore all’interno e all’esterno (comprese tutte le aree di pertinenza) del pubblico esercizio alle 24 di tutti i giorni della settimana”. Nulla di più di quanto già previsto dalla precedente ordinanza numero 49 del 2011 che già contempla la cessazione delle attività musicali all’aperto a tale orario su tutto il territorio comunale.
«Siamo in una situazione di totale mancanza di rispetto nei confronti di tutti – dichiara il sindaco di Avigliana Andrea Archinà –, non soltanto delle istituzioni. Il principio, infatti, è comunemente noto: se voglio fare attività per le quali è richiesta un’autorizzazione, prima mi preoccupo di ottenerla e poi le svolgo.
Attività, peraltro, che ben poco hanno a che fare con il turismo, essendo ben lontane dai servizi utili ai turisti che si approcciano a esplorare la nostra città. Ancora più grave è che siano svolte illegalmente e che nonostante le comunicazioni, dapprima interlocutorie e poi formali, a cui sono seguiti ulteriori sopralluoghi, continuino a essere proposte consapevolmente al di fuori del perimetro della legalità. A testimonianza dell’intenzione di trovare una soluzione abbiamo anche suggerito di procedere a un adeguamento dell’impianto di amplificazione in modo da poter evitare la diffusione incontrollata del suono, che come è noto si amplifica naturalmente attraverso l’acqua, ma anche in questo caso gli appelli sono caduti nel vuoto.
Questo atteggiamento non può essere giustificato alla luce degli investimenti fatti per l’apertura o sull’assunzione di forza lavoro, ancorché giovanile. Tali risvolti, certamente apprezzabili, non possono infatti prevalere sul rispetto delle norme a cui tutti gli esercizi commerciali del territorio sono tenuti nel momento in cui avviano la propria attività.
L’ordinanza emessa, che peraltro non limita la facoltà di tenere aperto il locale, garantendo l’attività di bar come da relativa licenza, sottende dunque alla responsabilità dell’Amministrazione di tutelare e garantire la sicurezza degli avventori e la salute pubblica, a maggior ragione in un periodo critico come quello che stiamo attraversando a causa dell’emergenza coronavirus come interesse generale superiore».

L’ordinanza numero 108 del 25 agosto 2020

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