La comunicazione del sindaco

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Il sindaco di Avigliana Andrea Archinà ringrazia quanti hanno collaborato nel corso dell’emergenza per la pandemia da Covid-19 e affronta il tema del dopo-emergenza 


In una sala consiliare senza pubblico e nel rispetto delle misure di sicurezza è iniziato il Consiglio comunale con la comunicazione del sindaco di Avigliana Andrea Archinà ai consiglieri comunali e alla Giunta.

La comunicazione del sindaco
Gentili colleghi,

ci ritroviamo dopo mesi sui banchi di quest’aula per riprendere le attività del Consiglio comunale consapevoli che in questi mesi l’attività amministrativa, non solo non è stata sospesa, ma anzi è stata ulteriormente sollecitata dalla situazione emergenziale. La pandemia causata dal Covid ha sottolineato quanto la rete sistemica fatta di istituzioni, associazioni, privati cittadini e imprenditori della nostra città sia stata in grado di rispondere a una situazione critica imprevista.

Quindi consentitemi innanzitutto di ringraziare ancora una volta quanti in questi mesi si sono prodigati per fornire il loro supporto: l’Amministrazione comunale tutta, i dipendenti comunali in particolare l’ufficio vigilanza, tutto il personale sanitario del nostro territorio esposto in prima linea nel combattere il virus, i volontari del gruppo comunale di protezione civile, gli ecovolontari, l’associazione dei Carabinieri in congedo e tutte le associazioni del territorio, le imprese e gli operatori commerciali, i colleghi sindaci con i quali assiduo è stato il confronto per individuare le soluzioni più efficaci. E infine ringrazio le cittadine e i cittadini di Avigliana che, pur certamente disorientati, hanno dato prova di responsabilità, generosità e proficua collaborazione. Sarebbe tuttavia irreale non descrivere anche le forti lacune e criticità che l’emergenza ha evidenziato e che soltanto il grande lavoro che ancora ci attende potrà forse, ce lo auguriamo, risolvere o anche solo mitigare. Del resto se possiamo affermare che, pur con tutta la prudenza del caso, l’emergenza sanitaria va risolvendosi, non possiamo certamente non considerare le sue conseguenze economiche e sociali. Come saprete, in queste settimane ci siamo adoperati per rendere il più possibile celeri una serie di agevolazioni previste a livello governativo per le attività economico-produttive e per le famiglie, alle quali abbiamo affiancato misure straordinarie sulle quali si è anche concentrato il confronto di questi mesi.

Siamo, tuttavia consapevoli, che ciò in alcuni casi non può essere sufficiente e che dunque sarà importante mettere in campo ogni sforzo possibile perché le attività economiche riprendano senza risentire delle conseguenze della pandemia. È inutile negare che a rischiare maggiormente sono quelle realtà chè già precedentemente vivevano condizioni di difficoltà. Come la ex Tekfor il cui personale già mesi fa si era rivolto a questa Amministrazione, quando ancora detenuta da una società finanziaria, necessitava di alcune politiche di ristrutturazione. Allora ci impegnammo con un apposito tavolo istituito presso la Regione Piemonte nel concertare insieme a proprietà e Rsu, misure in grado di traghettare l’azienda verso un nuovo assetto. Oggi, pur avendo mutato proprietà, lasciando così intravedere un ritorno agli investimenti e produttività, il management stenta a presentare un piano degli investimenti in grado di garantire un rilancio della produzione e conseguentemente il mantenimento di tutti gli attuali posti di lavoro. Ai 234 lavoratori dello stabilimento di Avigliana va quindi non solo la nostra solidarietà, ma anche la garanzia di un impegno costante per favorire, anche di concerto con la proprietà, ogni supporto utile al rilancio dell’attività.

Si tratta dello stesso approccio che intendiamo adottare in ambito sanitario, quello più colpito anche nella fase due, che ci impone di rispondere in modo concreto ai bisogni di una cittadinanza da sempre esposta a rischi di particolare natura e penalizzata dalle distanze per l’accesso ai servizi caratteristiche delle zone a maggior dispersione territoriale. In questo senso si è espresso in occasione dell’assemblea della scorsa settimana il Comitato dei sindaci del distretto sanitario Valsusa-Valsangone che ho l’onore di presiedere, richiedendo un confronto aperto e costante con la dirigenza sanitaria dei servizi ospedalieri e di distretto, l’ente gestore dei servizi sociali, con la presenza dei funzionari regionali competenti sui temi della programmazione socio-sanitaria, per costruire la rete dei servizi sanitari e socio-sanitari necessari per soddisfare i bisogni di salute dei nostri territori considerando i dati demografici, epidemiologici, i flussi turistici che lo caratterizzano.

Come Avigliana saremo chiamati in particolar modo a farlo in relazione al nostro polo sanitario alla cui ristrutturazione deve continuare a conseguire oltre che il mantenimento dei servizi in essere una loro reale implementazione. Considerato il particolare contesto che la nostra Regione si trova ad affrontare, sappiamo che ciò non sarà semplice ma riteniamo si tratti dell’unico modo per poter onorare la memoria delle vittime di questa pandemia e in particolare degli operatori sanitari che pur consapevoli del rischio che stavano correndo non hanno esitato a dare la propria vita per salvarne altre. In loro ricordo propongo che questo Consiglio comunale osservi un minuto di silenzio.

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