Danza alla palestra di roccia

in Cultura/Territorio

Un appuntamento da non perdere tra i numerosi eventi dell’estate aviglianese: il 26 luglio alla Palestra di roccia di Avigliana ci sarà uno spettacolo di danza e arrampicata Una nuova collaborazione tra la compagnia Balletto Teatro Torino e il Comune di Avigliana ha portato sul territorio il 21 giugno al Teatro Fassino lo spettacolo “Il corpo sussurrando”.

Il Teatro Stabile di Torino con Torino Danza organizza in collaborazione con il Comune di Avigliana il 26 luglio alla Palestra di roccia di Avigliana lo spettacolo Au bout des doigts – anteprima site specific di Piergiorgio Milano.

Vivere “in punta di dita” è stato uno stile, un approccio all’arrampicata e alla vita, una reazione ad una società ritenuta opprimente, uno slancio di libertà, una necessità di vita espressa in gesto atletico, una salita esteriore e una discesa interiore verso la libertà dello spirito.IN PUNTA DI DITA

Au bout de doigts è una performance pronta a sfidare la verticalità, nella volontà di incarnare l’eleganza, la naturalezza, l’imprevedibilità con cui le grandi figure dell’arrampicata sportiva hanno meravigliato gli occhi di chi le ha seguite giù in basso. La performance coinvolge un cast d’eccezione: sei danzatori professionisti che allo stesso tempo vantano un curriculum di climber di alto livello provenienti da Italia, Francia, Inghilterra e Slovacchia. La performance si propone di far coincidere l’esperienza teatrale e coreografica di questi sei interpreti con la loro grande passione per l’arrampicata. La performance mescola i principi forti della danza contemporanea come il rilascio, la dissociazione, lo scambio di peso, la dinamica, lo scivolamento, la caduta, al movimento pragmatico – ma allo stesso tempo istintivo – dell’arrampicata libera.

La danza si interseca a un lavoro teatrale intorno alle riflessioni e alle immagini che hanno reso famoso il mondo del free climbing: la vita in comunità, il rapporto con la natura, gli scontri e la competizione tra personalità diverse unite da un’unica passione: arrampicare. Lo spettatore si avvicina così alla mentalità di un gruppo che si nutre di emozioni legate alla libertà, alla necessità di elevarsi da terra per ritrovare se stessi, al bisogno di allontanarsi dalle regole stringenti di una società che non riconosce come propria e che decide di sostituire con un luogo sospeso, lontano dalle regole della città. Lo spettacolo ricrea un’atmosfera unica e particolare, a tratti utopica, ma che allo stesso tempo riesce a esercitare un forte richiamo dentro ognuno di noi.

La performance potrà, inoltre, integrare anche arrampicatori professionisti o semiprofessionisti che si allenino o risiedano sul territorio. Contattando palestre e associazioni sportive di arrampicata, l’intenzione è di realizzare un workshop nel quale sviluppare e associare attività sportive e artistiche. L’obiettivo è di creare un interesse verso la creazione artistica tra chi si occupa nello specifico di montagna e arrampicata, per portare una visione differente della montagna come centro del confronto e incontro tra contemporaneità e tradizione, tra competenze e linguaggi diversi, dando risalto alla pratica sportiva e alle sue possibilità artistiche.

SITE SPECIFIC
Au Bout des Doigts offre allo spettatore una coreografia verticale che rimane specifica e propria del luogo in cui lo spettacolo viene rappresentato. Ogni falesia, infatti, porta con sé una partitura coreografica diversa, dettata dalla roccia stessa.
La performance si presenta quindi come una vera e propria sfida artistica e interpretativa contro la gravità, in cui a dettare le regole è – a tutti gli effetti – il luogo stesso che la ospita. Ogni falesia o parete di arrampicata si distingue per una propria estetica, per un proprio carattere che obbliga i performer e il coreografo a scoprire i suoi passaggi segreti e i suoi movimenti nascosti. La roccia stessa può quindi indirizzare la performance verso movimenti di forza, o di precisione, verso ascensioni rapide o verso uno sviluppo verticale lento, ma con una tensione costante.
La bellezza della specificità di questa performance si può riassumere con le parole del climber inglese Jhonny Dawes: «When you start climbing you’re not only dancing with the rocks, but with the all story that have shaped them towards million of years of climate changes, than you realize that while putting your finger top in that tiny crack you’re actually dancing with the full evolution of the world».
LA MUSICA DAL VIVO
Lo sviluppo della performance viene accompagnato dal vivo dal maestro Pino Basile, il quale offre un suono della terra creato con strumenti armonici a percussione di sua invenzione chiamati Cupe Cupe.
Questi strumenti, parte di un’antica tradizione del meridione italiano, si riconoscono per un’incredibile varietà di basse frequenze che creano un forte impatto emotivo quando vengono suonate.
Esperto e ricercartore di musica indiana, Pino Basile da anni mescola la tradizione del Solcatto, sistema metrico musicale indiano, con le sonorità della musica tradizionale pugliese. Ne deriva un suono unico con infinite possibilità ritmiche, a cui il maestro, tramite l‘uso della voce, abbina partiture melodiche, costruendo in tempo reale paesaggi sonori complessi e instancabili.
In questa performance la sua abilità di improvvisatore e di compositore saranno messe alla prova nel seguire una danza fatta solo di sospensioni, cambi di tensione e piccolissimi appigli sui quali anche il musicista si troverà a danzare con i suoi strumenti.
ENERGIA SOLARE
Per mantenere una connessione il più autentica e naturale possibile tra la performance e il paesaggio, abbiamo pensato all’utilizzo di un linguaggio innovativo a basso impatto ambientale. Il disegno luci verrà, infatti, creato tramite un impianto di accumulo fotovoltaico che permetterà di incanalare l’energia solare senza l’utilizzo di generatori o altri impianti elettrici.
L’impianto è ideato dal light designer Gianni Melis , insieme a Cristian Buccioli, ingegnere del suono, che associano da tempo il lavoro artistico alle fonti di energia rinnovabili e a basso impatto ambientale. Realizzato con l’aiuto di ingegneri del settore si è costruito una piccola centrale elettrica alimentata con il sole, un carro delle energie che oggi più che mai ci rende consapevoli, autonomi e partecipi ma soprattutto liberi di sceglierci una altra quotidianità.

ADDETTI AI LAVORI
• Ideazione Direzione e Coreografia: Piergiorgio Milano
• Disegno luci, direzione tecnica e gestione sistema fotovoltaico : Giovanni Melis
• Interpretazione: Emily Nicholl, Luc Rohard, Elisa Melis, Zuzana Drobna
• Collaborazione alla Drammaturgia: Teodora Grano
• Rigging : Luc Rohard
• Musica Dal vivo : Pino Basile
• Produzione: Elisa Bottero/La Caduta
• Diffusione: Fabien Jakob

Piergiorgio Milano
Coreografo, danzatore e acrobata:
«Il mio linguaggio coreografico è il risultato di anni di ricerca sull’incontro di danza teatro e arti circensi. I miei spettacoli si caratterizzano per un’estetica teatrale forte sulla quale la danza può appoggiarsi e svilupparsi in piena libertà di poesia e virtuosismo.
Il mio lavoro si posiziona al confine tra diverse arti, categorie o discipline. E nella tendenza ad oltrepassare quel confine trovo la forza nei miei processi creativi».

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