Contro ogni razzismo

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Avigliana si stringe intorno a Pape Bassirou Tine, giovane senegalese che ha subito un’aggressione a sfondo razziale. Avigliana e Almese, insieme all’assessora all’immigrazione della Regione Piemonte Monica Cerutti hanno incontrato il ragazzo senegalese e condannato il gesto di razzismo accaduto alcuni giorni fa. Si tratta di un episodio isolato, in Valle è attivo da tre anni il progetto Mad, micro accoglienza diffusa, concreto esempio di integrazione 

Enrico Tavan, assessore alle Politiche sociali e giovanili, Paola Babbini, vicesindaca di Avigliana, Monica Cerutti, assessore all'Immigrazione della Regione Piemonte, Pape Bassirou Tine e Ombretta Bertolo, sindaca di Almese
Enrico Tavan, assessore alle Politiche sociali e giovanili, Paola Babbini, vicesindaca di Avigliana, Monica Cerutti, assessore all’Immigrazione della Regione Piemonte, Pape Bassirou Tine e Ombretta Bertolo, sindaca di Almese

Avigliana, 27 dicembre 2018 – La Città di Avigliana, a nome dei Comuni del progetto Mad di cui è capofila, condanna l’episodio razzista ai danni di Pape Bassirou Tine, senegalese di 20 anni residente ad Almese, che nel pomeriggio del 17 dicembre scorso ha subito un’aggressione verbale e fisica da parte di un gruppo di giovani nei pressi della stazione di Avigliana. Il giovane, per le ferite riportate nel corso dell’aggressione, è stato costretto a recarsi al pronto soccorso di Rivoli e a sporgere denuncia presso i Carabinieri.
«Siamo vicini a Pape Bassirou Tine – dichiara Enrico Tavan, assessore alle Politiche sociali e giovanili del Comune di Avigliana – e censuriamo con decisione l’episodio, ma teniamo a sottolineare che si tratta di un gesto isolato. Avigliana infatti è città di accoglienza. Siamo capofila di 19 Comuni del territorio, nel progetto Mad (Micro accoglienza diffusa) che in Val di Susa dal 2016 mette in pratica l’integrazione. Negli ultimi tre anni infatti non sono mai accaduti episodi di razzismo. Sicuramente porteremo la solidarietà, a nome di tutti i Comuni del progetto Mad, a questo ragazzo che si è trovato in una brutta situazione. Un episodio grave che non va assolutamente minimizzato. Indipendentemente da chi ha compiuto questo gesto, mi auguro che la giustizia faccia il suo corso e che vengano identificati i responsabili. È gravissimo che accada in una città come Avigliana che invece da sempre ha dimostrato la sua solidarietà».
La società civile infatti si è dimostrata solidale e dal progetto Mad ha tratto anche benefici: 30 alloggi privati affittati a prezzi di mercato, posti di lavoro e vantaggi per il commercio locale. «Non si sono mai verificate – continua Tavan – problematiche con i richiedenti asilo, che invece sono diventate per i vicini di casa persone con cui interagire. In questo momento inoltre stiamo dando da lavorare a oltre 30 giovani del territorio della valle, grazie a questo progetto che coinvolge anche il piccolo commercio». Da due anni inoltre la polisportiva Avigliana basket organizza la manifestazione “Avigliana against racism”, una festa di musica, cultura e sport contro il razzismo.

«L’aggressione al giovane senegalese è un episodio deprecabile – dichiara il sindaco di Avigliana Andrea Archinà – in primis perché violento, e poi perché assume i contorni di un vero e proprio atto di odio razziale. A pochi giorni dalla ricorrenza del settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti umani, a maggior ragione vogliamo ribadire come tali atti non siano ammissibili in una società che vuole definirsi civile e andrebbero condannati a tutti i livelli istituzionali. Da qualche mese a questa parte sembra invece che quelli che ormai eravamo abituati a considerare tristi ricordi di un’epoca lontana, stiano riemergendo sotto nuove forme di discriminazione. Segnalazioni di eventi come questo appaiono in aumento e l’impressione è che gli autori si sentano quasi giustificati alla luce del diffondersi di dichiarazioni e allo svilupparsi di un clima di ostilità contro il diverso, lo straniero, l’immigrato. Tutto questo riteniamo non solo debba essere biasimato, ma altresì combattuto senza esitazione prima che possa divenire abituale».

«Avigliana e la Valle di Susa – conclude Archinà – non solo si stringono intorno a Pape Bassirou Tine esprimendogli la loro vicinanza e solidarietà, ma sono a ribadire il valore centrale della persona a prescindere da qualsiasi distinzione di razza, sesso, religione, ideale politico. Desiderano, inoltre, testimoniare ancora una volta come una reale e positiva integrazione, non solo sia concretamente possibile, ma necessaria e auspicabile per il bene di tutti».

Alla solidarietà espressa dal sindaco di Avigliana, si aggiunge quella della Regione Piemonte. «Condanno l’ennesima aggressione razzista alimentata da una cattiva politica – afferma l’assessora all’Immigrazione, Monica Cerutti -. L’Italia non è fatta per fortuna solo da bulli che picchiano chi ha il colore della pelle diverso. Anzi, questi sono una rara minoranza. C’è invece un’Italia preponderante, che è quella che accoglie, fatta di persone come quelle dei Comuni di Avigliana e Almese che hanno progetti per l’inclusione di chi arriva da Paesi stranieri. Oggi ho voluto incontrare il giovane al Comune di Avigliana con la vicesindaca Paola Babbini e l’assessore Enrico Tavan insieme alla sindaca di Almese, dove il ragazzo risiede, Ombretta Bertolo. Ci sono tanti politici, tante istituzioni, che rappresentano tante cittadine e tanti cittadini, che credono nel rispetto dell’altro, nei valori della solidarietà e dell’accoglienza. Facciamolo diventare notizia!».

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