Contrastare la cimice asiatica

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Da Agrion e Regione Piemonte importanti linee guida per limitare la propagazione di questo insetto, estremamente dannoso per molte coltivazioni

Con la ripresa della stagione agricola 2019 anche la cimice asiatica (Halyomorpha halys) si sta nuovamente presentando come fitofago predominante sul territorio. Al fine di far fronte comune contro questa emergenza per tutte le colture, agrarie e non, si è nuovamente riunito l’Osservatorio cimice asiatica.
L’Osservatorio è composto da differenti realtà: Ferrero Hazelnut company, Università di Torino (Disafa entomologia), Fondazione Agrion, Regione Piemonte–settore fitosanitario, associazioni di categoria e organizzazioni dei produttori e persegue il duplice obiettivo di minimizzare i danni causati dall’insetto alle colture agrarie e di individuare e mettere in atto soluzioni efficaci e durature, nel rispetto dell’ambiente e della salute umana. Le attività, sia di ricerca che applicative, mirano ad accrescere la conoscenza del comportamento e delle dinamiche di popolazione della cimice asiatica per individuare le possibili soluzioni volte a mitigarne l’impatto sulle coltivazioni.

Proprio per cercare di prevenire la diffusione ulteriore delle cimici sul territorio regionale, la Fondazione Agrion e la Regione Piemonte hanno deciso di diffondere a tutti gli Enti pubblici piemontesi un semplice e immediato vademecum, da condividere con i propri cittadini, per provare a limitare la presenza degli insetti nelle abitazioni.

“Stiamo lavorando ormai da anni per divulgare il più capillarmente possibile le buone prassi che ciascuno di noi, nel suo piccolo, può mettere in pratica per limitare la diffusione sul territorio di questo dannoso insetto – spiega il presidente della Fondazione Agrion, Giacomo Ballari -. È molto importante che tutti siano a conoscenza di questi semplici, ma utilissimi accorgimenti: lo scorso anno, proprio grazie a questa azione di sensibilizzazione, abbiamo potuto registrare lievi miglioramenti nella diffusione di questo insetto. Purtroppo molte coltivazioni soffrono le cimici in modo evidente e per questo è importante che ciascuno di noi, con poche attenzioni, contribuisca a evitarne la diffusione. Ringraziamo tutti i Comuni che già lo scorso anno avevano dato ampia diffusione a questo vademecum e siamo certi che anche grazie a questo impegno da parte di ciascuno di noi sarà possibile diminuire progressivamente la presenza di cimici sul nostro territorio”.

Le indicazioni contenute nel documento sono semplici e utili anche per una migliore gestione dell’insetto nella vita quotidiana: si trasmette in allegato il vademecum con tutti i dettagli.

SCARICA IL  VADEMECUM

Con l’imminente ripresa della stagione agricola 2019 anche la cimice asiatica (Halyomorpha halys) si sta nuovamente attivando per ricolonizzare il territorio.
Al fine di far fronte comune contro questa emergenza per tutte le colture, agrarie e non, si è nuovamente riunito l’Osservatorio Cimice Asiatica.

DA CHI È COSTITUITO L’OSSERVATORIO?
Un insieme di attori che operano su vari livelli nel settore agroalimentare: – Ferrero Hazelnut Company,
– Università di Torino (DISAFA Entomologia),
– Fondazione Agrion,
– Regione Piemonte – Settore Fitosanitario,
– Associazioni di categoria, Organizzazioni dei Produttori.

QUAL È LA SUA FUNZIONE?
Attuare un’azione corale per la difesa e l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse nei confronti della cimice asiatica, insetto esotico che sta mettendo in ginocchio l’agricoltura piemontese e non solo. A tal fine, l’Osservatorio Cimice Asiatica persegue il duplice obiettivo di minimizzare i danni causati dall’insetto alle colture agrarie e di individuare e mettere in atto soluzioni efficaci e durature, nel rispetto dell’ambiente e della salute umana. Le attività, sia di ricerca che applicative, mirano ad accrescere la conoscenza del comportamento e delle dinamiche di popolazione della cimice asiatica per individuare le possibili soluzioni volte a mitigarne l’impatto sulle coltivazioni.

CHI È QUESTO INSETTO INDESIDERATO?
Cimice asiatica (Halyomorpha halys). Insetto di recente introduzione, originario dell’Estremo Oriente. Non dannoso per le persone, ma fastidioso se presente in massa nelle abitazioni. Se disturbato o schiacciato emana un odore particolarmente sgradevole. Dannoso per molte coltivazioni (nocciole, pere, pesche, ciliegie, mele, kiwi, peperone, soia, mais, giovani pioppi…).

DOVE?
Si nasconde nelle zone più riparate delle abitazioni (mansarde, sottotetti, cassonetti delle tapparelle, ripostigli vari…) per trascorrere il periodo invernale. In primavera riprende l’attività e abbandona gli ambienti in cui si era riparato per spostarsi su piante coltivate, ornamentali ed incolti dove prosegue il ciclo biologico, sviluppando popolazioni via via più elevate.

PERCHÉ PREVENIRE LA PROLIFERAZIONE?
Le cimici, con le loro punture di alimentazione, sono molto dannose per diverse coltivazioni, tanto da arrivare addirittura a determinare la perdita dell’intero raccolto per una stagione. Occorre dunque la massima attenzione per evitare che l’insetto si diffonda ulteriormente. Grazie anche a piccoli accorgimenti, sarà possibile raggiungere buoni risultati.

COME?
Occorre riuscire a debellare le cimici prima del loro risveglio dal “letargo” (svernamento) e della conseguente fuoriuscita dalle abitazioni. Vediamo come.

LA RACCOLTA
Individuate le zone di ricovero, quali cassonetti delle tapparelle, infissi, intercapedini, ecc. procedere con la cattura degli insetti, o manuale o con l’ausilio di aspiratori muniti di sacchetto. Gli individui già attivi presenti nelle abitazioni possono essere eventualmente bloccati utilizzando il ghiaccio secco spray e successivamente catturati.

L’ELIMINAZIONE
Nell’ambiente domestico, porre gli insetti catturati in contenitori con acqua e sapone, in modo tale da impedirne la fuga e causarne la rapida eliminazione. Le cimici raccolte vanno comunque eliminate e non solo allontanate!

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