Baia grande: se ne parla in Consiglio

in Territorio

Nel corso della seduta del 9 luglio 2019 il gruppo consiliare Adesso Avigliana ha presentato un’interrogazione sul contenzioso con la società i Tigli del lago rotondo rispetto all’area  Durante il consiglio comunale del 9 luglio il sindaco Andrea Archinà ha risposto all’interrogazione del gruppo Adesso Avigliana ricordando che l’argomento è stato oggetto di discussione anche in Commissione urbanistica. È di febbraio 2018 la firma del protocollo d’intesa tra Comune di Avigliana, Ente Parco Alpi Cozie, Città Metropolitana e la società privata I tigli del lago rotondo  per un progetto di valorizzazione dell’area della Baia grande. L’idea-progetto, denominata “Attractive and dynamic land Parc Nobel” si doveva basare sulla riqualificazione e valorizzazione dei fabbricati dell’ex Dinamitificio. Un recupero che avrebbe interessato non soltanto la parte edilizia/architettonica, ma anche tutto il sistema infrastrutturale esterno.

Per raggiungere una sostenibilità economica il privato ha pensato alla possibilità di realizzare una bio-serra non pavimentata costituita da uno o più involucri trasparenti entro i quali ricreare “uno o più biomi naturali ricostruiti in modo scenografico, teatrale ma soprattutto coinvolgente da collocarsi in un’area vergine compresa tra il viale alberato e il canale Naviglia”.

Esaminata la proposta, l’Amministrazione Comunale, l’Ente Parco, la Città Metropolitana e il Politecnico hanno formulato una serie di richieste di integrazione. La proposta finale prevedeva la realizzazione di bio-serre articolate in 3 poli per offrire ai visitatori paganti l’opportunità di visitare biomi appartenenti ad altre aree biogeografiche. Previsti inoltre spazi ricettivi, spazi destinati alle associazioni naturalistiche e museali espositivi.

Rispetto al protocollo d’intesa, l’Amministrazione evidenzia oggi che quanto depositato dalla società I tigli è una “idea progettuale” e non un progetto vero e proprio. L’intesa prevedeva invece una concertazione attraverso la quale si sarebbero dovuti discutere e valutare “progetti coerenti con il rispetto del pregio ambientale e naturalistico”. Non è stata inoltre effettuata da parte del privato “una valutazione macroeconomica sulla redditività della bio-serra”, né gli impatti (flussi di visitatori attesi, adeguamenti viabilistici, parcheggi). Infine non è stato effettuato alcun rilievo di tutti i manufatti (fabbricati, canali, scale, muri di contenimento, cunicoli).

Il protocollo faceva poi espressamente riferimento ai criteri determinati dal Contratto di Lago per valutare il progetto e le sue ricadute. Amministrazione comunale e Parco hanno quindi ritenuto che la scelta di investire su serre che riproducano ambienti esotici non sia compatibile con la promozione dell’ecoturismo e la fruizione compatibile dei Laghi. Ovvero sul piano d’azione che che punta invece: sulla valorizzazione del patrimonio ambientale, storico e culturale attraverso l’implementazione della sentieristica esistente, sulla regolamentazione e il coordinamento delle attività ricreative e sportive al fine di minimizzare l’impatto sull’ecosistema lago e sull’offerta di servizi migliori e più coordinati al turista. Tutti gli enti hanno inoltre evidenziato la criticità delle bio-serre: ovvero il rischio che specie e biotipi di natura diversa possano contaminare un sito di importanza comunitaria come il Lago grande.

In conclusione il tavolo di concertazione non è giunto in modo definitivo a formalizzare la fattibilità dell’intervento proposto né sotto il profilo progettuale né sotto il profilo tecnico-economico poiché a tutt’oggi manca un progetto. I soggetti pubblici che hanno partecipato al tavolo convengono quindi sull’opportunità di non disperdere l’esperienza e gli approfondimenti finora eseguiti, per quanto non ancora sufficienti e si dichiarano interessati a iniziare un’alternativa all’idea delle bio-serre. Ciò potrà avvenire anche a partire da ipotesi di processi di rigenerazione urbana che delineino possibili e alternativi scenari di intervento. A tal proposito si sottolinea la disponibilità del Politecnico di Torino Dist – Dipartimento interateneo di Scienze, progetto e Politiche del territorio a fare dell’ambito oggetto di studio all’interno della propria offerta formativa e di supporto.

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