Alveare verde, il parco in città

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Svelato il nome del nuovo parco di Avigliana: il sindaco Andrea Archinà ha tagliato il nastro e inaugurato ufficialmente lo spazio verde nel centro della città. Nasce Alveare verde, il parco in città 

Il discorso del sindaco in diretta facebook

Discorso di inaugurazione e intitolazione del parco cittadino “Alveare verde – il parco in città”

di Andrea Archinà, sindaco di Avigliana
Rivolgo un benvenuto e un ringraziamento alle autorità che sono qui, il presidente dell’Unione Montana Valle di Susa e tutti i sindaci della Valle di Susa che ci onorano della loro presenza indossando il loro tricolore. Ringraziamo anche i sindaci dell’Unione Montana Valle Sangone che ci hanno inviato i loro saluti essendo impegnati in questo stesso momento nell’inaugurazione della Palazzina Sartorio. Con loro l’onorevole Daniela Ruffino che ci ha inviato i suoi auguri. Altrettanto hanno fato, e li ringraziamo per questo, il presidente della Regione Alberto Cirio, i consiglieri regionali Paolo Ruzzola, Francesca Frediani e Daniele Valle, il presidente Uncem Marco Bussone.

Un particolare saluto anche se ideale va ai nostri cittadini onorari, la senatrice a vita, Liliana Segre e Don Luigi Ciotti che ci hanno inviato i loro saluti e i loro auguri non potendo intervenire per motivi fissati già in precedenza e in alcun modo modificabili.
Il saluto va inoltre a tutto il Consiglio comunale, alle forze di polizia locali, ai carabinieri a tutte le associazioni presenti vestite anche in forma ufficiale e a tutti voi cittadini, dai più grandi ai più piccini, che siete insieme a noi per condividere questa momento di festa.
Un’inaugurazione per la quale trovare le parole anche per descrivere questo luogo non è affatto semplice, a maggior ragione perché mi sento solo un tassello, forse il più recente di questo mosaico che affonda le radici da lontano.

I sindaci di Avigliana Carla Mattioli, Remo Castagneri, Claudio Chiaberge, Angelo Patrizio

Ma soprattutto perché non è mai facile riuscire a descrivere un sogno. Perché il parco che inauguriamo oggi è proprio questo. Quello coltivato da molte persone ma in particolare dalle amministrazioni che si sono succedute dal 1993 sino ad oggie che con costanza e determinazione hanno continuato a perseguire l’obiettivo di preservare quest’area verde e di metterla a disposizione della cittadinanza: i sindaci Carla Mattioli, Remo Castagneri, Claudio Chiaberge, Angelo Patrizio e l’ex assessore e consigliere comunale Rino Marceca.
Perché questa è stata nell’immaginario collettivo fino alla fine degli Anni ’80 l’area che deve il suo nome alla famiglia Riva da lustri radicata in questo territorio cui va il nostro particolare saluto. Un’area agricola al centro della città, incastonata tra corso Laghi e il centro storico che alla fine degli anni ottanta, diviene edificabile a fronte del nuovo piano regolatore. In altri termini stanno per giungere i tempi di mani pulite e con essi una voglia di cambiamento anche sul fronte della preservazione dell’ambiente. Così si affaccia nella mente degli amministratori di allora un’operazione che non ha precedenti in Piemonte e che mirava a ricollocare attraverso un Piano di Edilizia Convenzionata 26mila 400 metri cubi dei 30mila mc di insediamenti abitativi che si sarebbero potuti qui realizzare. Come? Non stralciandoli completamente come avvenuto per altre zone ma trasferendoli in particolare nell’area ricompresa tra corso Europa, corso Torino e via Falcone, mettendo cosi i presupposti per acquisire a patrimonio pubblico l’intera area. Un’operazione considerata quasi utopica allora, ma cominciata a concretizzarsi con la prima variante al Piano Regolatore, a cui facevo riferimento prima, approvata nel 1997 con la quale l’Area Riva è tornata ad assumere la sua destinazione originaria come area di interesse pubblico, inedificata e inedificabile, di rilevante interesse paesistico-ambientale. Ma è chiaro che non si chiamerebbero Sogni se non nascondessero delle difficoltà
Così mentre andava componendosi quel complicato puzzle di accordi per la collocazione delle cubature, il sogno è andato via via arricchendosi nel corso degli anni, trasformandosi in un’occasione unica di ricucitura urbanistica e paesaggistica tra il centro storico di antico impianto e quella parte di città nata e sviluppatasi in maniera casuale lungo corso Laghi e piazza del Popolo.
Un percorso, tuttavia irto di incognite, nel quale oltre alla tecnica fondamentale sono stati i rapporti umani e in cui vi è stata la dimostrazione di come la sinergia tra pubblico e privato, se ben coltivata, può portare a risultati importanti. Così, nella precedente Amministrazione, un primo accordo siglato con la famiglia Riva ha così stabilito la piena e definitiva disponibilità dell’area con un suo ulteriore ampliamento che ha garantito il collegamento con il Borgo Medievale in quella logica di ricucitura urbanistica con la parte alta della città. A questo ne sono succeduti altri con alcune realtà a vario titolo coinvolte che ne hanno procurato la definitiva delimitazione mettendo così i presupposti per la realizzazione del progetto. E giunti a questo punto non possiamo non citare Azimut-Benetti la più grande realtà imprenditoriale della nostra città, capofila di molte altre eccellenze nel mondo di cui Avigliana può fregiarsi. Grazie a una felice intuizione e ovviamente alla disponibilità dell’azienda è stato possibile assicurare i presupposti finanziari per la fattibilità delle opere. Oltre un milione di euro di oneri di urbanizzazione, già dovuti all’Amministrazione, dirottati su quest’area che insieme a ulteriori risorse comunali hanno definitivamente blindato la realizzazione del progetto. È grazie a questa sinergia che l’inizio dei lavori è storia molto recente. Poco più di un anno fa si avviava, infatti il cantiere che ha coinvolto imprese e maestranze del territorio, anche a loro va il nostro più sentito ringraziamento per la disponibilità. Perché come durante qualsiasi cantiere, pubblico o privato, piccolo o grande che sia, le varianti in corso d’opera sono assai frequenti e anche in questo caso il progetto originale è andato via via arricchendosi e modificandosi cogliendo opportunità e nuovi spunti.

Ne è un esempio l’importante opera di regimazione delle acque, realizzata prima ancora dell’apertura del cantiere per convogliare le acque provenienti dalla collina alle mie spalle. Uno dei tanti tasselli facenti parte di una più vasta opera di difesa dell’assetto idrogeologico del nostro territorio che rappresenta in generale in questo particolare periodo storico una priorità per tutti gli ordini di amministrazione.
La testimonianza la potrete vedere da queste strisce di pietre che più che valore ornamentale nascondono delle aree di decantazione delle acque. Tutto ciò sarebbe stato impossibile senza il supporto della macchina amministrativa comunale e in particolare degli uffici tecnici urbanistica e lavori pubblici e dei loro funzionari che si sono succeduti nel tempo oltre ai professionisti di volta in volta incaricati.
Insomma sono molti gli elementi che avrete visto danno la cifra di quanto il sogno di questo progetto sia stato accarezzato e quanto si sia arricchito e rafforzato tanto da trasformarsi nel primo traguardo di un vera e propria programmazione urbanistica che muove dalla realizzazione di un nuovo centro cittadino.

Un centro del quale il Borgo medievale sia parte identitaria e integrante, costituito da questo nuovo parco, inteso come luogo simbolo del territorio aviglianese, la cui vocazione è ormai acquisita al sentire comune come “il cuore verde” della Città, o perlomeno uno dei due insieme al Parco naturale dei due laghi, e da piazza del Popolo che con l’Area Riva stessa e con gli spazi pubblici adiacenti, si candida a essere il fulcro della città. Un centro città che sia luogo di incontro privilegiato, l’occasione per una rinascita della vita di comunità capace di coniugare e integrare il tempo libero dei cittadini, la presenza del piccolo commercio e del mercato e i più significativi momenti della vita civile e culturale.

Foto dal drone, per gentile concessione di Max Durante
Foto dal drone, per gentile concessione di Max Durante

Dunque il parco che inauguriamo oggi è un tassello, certamente fondamentale di questo mosaico che costantemente si rinnova e a poco a poco acquisisce i lineamenti desiderati, progettato proprio per sviluppare queste funzioni: 20mila metri quadrati di area verde attrezzata, 73 nuovi alberi messi a dimora, 1400 metri quadrati di area giochi, 600 metri quadrati di dog park, 500 metri di percorsi con attrezzi ginnici, 100 metri di pergolato e 400 metri di spazi polifunzionali, una piastra attrezzata per tre sport.
A tutto ciò si affianca un punto bar ristoro in attesa di trovare il suo gestore attraverso un bando tuttora aperto e una panchina smart dalle multiple funzionalità.
E qui permettetemi di avvertirvi del fatto che ci troviamo di fronte a un work in progress, per chi non mastica l’inglese, a un lavoro in corso. Sono già pronto a scommettere noterete in alcuni punti l’erba non ancora cresciuta, gli alberi piantumati non garantiscono ancora abbastanza ombra, mi pare di udire già commenti sui colori, sui materiali. O sulle scelte di arredo. Ognuno di noi forse lo avrebbe immaginato diverso, ma questo parco è il frutto di un percorso, di un portato che si rinnova costantemente da ormai più di vent’anni. È una storia che continua riscriversi nel tempo e certamente muterà non solo nelle prossime settimane andando via via sempre più a perfezionarsi, ma anche con il passare delle stagioni e degli anni assumendo nuove sfaccettature e innovazioni, cambiando pelle come cambieranno i desiderata e gli stili di vita dei cittadini che lo utilizzeranno.

Foto dal drone, per gentile concessione di Max Durante
Foto dal drone, per gentile concessione di Max Durante

Avremmo voluto avere più tempo per rendere tutto perfetto, ma come saprete questo anno ci ha posto di fronte a una sfida grande per la quale dovremmo sentirci fortunati a essere qui per condividere questo momento. Direi quasi insperatamente stanti le premesse. E qui il pensiero corrre a quanto il nostro Paese ha dovuto affrontare in questi mesi stretto dalla morsa di una pandemia che ci ha dimostrato su quali limiti dobbiamo ancora lavorare ma anche le splendide risorse sulle quali possiamo contare. Qui consentitemi di ringraziare l’Amministrazione comunale tutta, i dipendenti comunali, tutto il personale sanitario del territorio esposto in prima linea nel combattere il virus, i volontari del gruppo comunale di Protezione civile, gli Ecovolontari, l’associazione dei Carabinieri in congedo e tutte le associazioni del territorio, le imprese e gli operatori commerciali, gli altri sindaci. E infine le cittadine e i cittadini di Avigliana che, pur certamente disorientati, hanno dato prova di responsabilità e proficua collaborazione.
Questo Parco vuole essere anche un invito alla rinascita e non a caso i colori che abbiamo scelto oggi sono proprio quelli dell’arcobaleno e dell’oramai famoso motto “andrà tutto bene”.

Sperando di avervi incuriosito oltre che un po’ sorpreso raccontandovi che cosa si nasconde aldilà delle mie spalle, credo sarete a questo punto ansiosi di conoscere come si chiamerà questo nuovo spazio.
Sapevamo sarebbe stata una sfida ardua e proprio per questo il 3 marzo scorso pensammo di chiedere l’aiuto di voi cittadini, delle associazioni in modo particolare degli studenti, attraverso un loro coinvolgimento diretto o come classe, mediante un percorso didattico supportato dagli insegnanti.
Purtroppo anche in questo caso la pandemia non ha giocato a nostro favore costringendoci tutti a dedicarci ad altre priorità e rendendo certamente assai difficoltosa la condivisione di proposte. Contiamo di recuperare speriamo da settembre in avanti con l’ideazione di un logo che rappresenterà questo luogo. Eppure in molti avete risposto concentrandosi chi su personalità dell’attualità, ricordo tuttavia che l’intitolazione di un luogo pubblico a persone viventi non è ammessa, anzi devono essere decedute da almeno dieci anni, chi più su elementi naturalistici o ideali, chi spingendosi fino a riferimenti alla propria vita. Sarebbe stato forse riduttivo sceglierne una in particolare, con un meccanismo peraltro un po’ complesso da gestire in questa fase così ci siamo fatti guidare da alcune delle vostre sollecitazioni per provare a trovare un fattore comune che raffigurasse l’ampio portato di questo luogo quale atto concreto di rigenerazione urbana, simbolo della salvaguardia dell’ambiente e del bene comune. Quel nome compare sulla targa nascosta qui a fianco a me.

Perché Alveare verde?
Partirei prima dal sottotitolo Il Parco in città è un rimando al concorso di idee che era stato lanciato nel 2011 dall’Amministrazione comunale per andare a ricercare le giuste ispirazioni per la creazione del nuovo centro. In questo richiamo, a cui all’articolo indeterminativo un abbiamo sostituito quello determinativo il è racchiuso anche una a nostro avviso felice dichiarazione della fondazione degll’Ordine degli architetti di Torino con la quale fu organizzato il concorso in questi termini “non capita spesso che si destinino tempo e risorse alla progettazione funzionale, paesaggistica e urbanistica di un’area in seguito al processo di crescita della città e che si siano poste al centro della riflessione la qualità della vita, il valore del paesaggio urbano e la ricchezza delle relazioni che lì si potranno concretizzare. Su questa scia si innesta la scelta dell’Alveare. Perchè l’Alveare è la casa delle api simbolo di Avigliana e dell’operosità dei suoi abitanti. Richiamo alla comunità organizzata e alla cooperazione, posto che all’interno dell’alveare ognuno svolge un compito finalizzato al benessere di tutta la comunità. Le api sono esseri infaticabili, non hanno tempo da perdere per lamentarsi o criticare tutto e tutti sui social senza dare poi alcuna soluzione, esse hanno come unico obiettivo il bene comune e per il suo perseguimento si spendono senza riserve di energie. Perchè l’alveare è il luogo di ritorno dai loro viaggi e dunque è il Centro della loro vita, come per noi questo Parco è divenuto il primo tassello di un rinnovato centro.

Immagini dal drone, per gentile concessione di Max Durante

Perchè le api inoltre sono a rischio di estinzione a causa dell’inquinamento e molte sono le campagne sorte negli ultimi anni in loro difesa. L’alveare diventa dunque simbolo di un impegno attivo a protezione dell’ambiente e degli ecosistemi da tutto ciò che piccolo o grande sia inutile e dannoso per il suo equilibrio. Perchè in un’epoca in cui ancora si fa fatica a riconoscere le pari opportunità e l’energia femminile non è ancora pienamente integrata nella nostra società, le api eleggono a capo della loro comunità una regina e non un re. Perchè l’immagine dell’alveare spesso è associata all’infanzia e alla gioventù così come questo parco e molte delle sue attrattive si rivolgono in particolar modo ai bambini e ai più giovani perché sia un luogo di crescita e formazione per le future generazioni.

In conclusione io e tutti coloro che hanno condiviso anche solo un pezzo di questo percorso vi auguriamo di essere come api dell’epoca moderna, di considerare questo luogo come una vostra seconda casa, di prendervene cura e di contribuire alla sua fioritura per poi raccoglierne il nettare più puro. Vivetelo, sperimentatelo, volate in altro per elevare l’energia di tutto il Pianeta con i vostri sogni, costruiteli all’ombra della chioma di un suo albero, eleggetelo a luogo nel quale essere produttivi o poter coltivare il vostro benessere, che sia attraverso un libro o della buona musica o un po’ di sano movimento. Che sia ritrovo di amici o sconosciuti con i quali condividerne gli spazi con spirito di fratellanza.
Questo luogo svolgerà davvero la funzione che gli è stata attribuita da quel sogno se tutti insieme avremo compreso che aldilà di ruoli, cariche e onoreficenze la responsabilità del nostro futuro appartiene a ciascuno di noi e includo anche i giovani e i giovanissimi. Non è mai troppo presto per cominciare a occuparsi di bene comune perché il nostro compito è quello di costruire un mondo nuovo, in una nuova epoca basato su paradigmi e valori differenti. Qualcuno l’ha definita età dell’oro a me piace sperare sarà un’era di libertà, di pace e di amore. Buon Alveare verde a tutti!

La fotogallery

 

2 Comments

  1. […] Il Festival della sostenibilità di Avigliana nasce nel 2018 come evento che coinvolge sia le scuole che la cittadinanza, con 2 giornate di eventi in piazza. Negli scorsi 2 anni è stato organizzato in prossimità della giornata della Terra, mentre quest’anno, causa Covid, si è pensato di organizzarlo in concomitanza con le giornate di Puliamo il mondo di Legambiente. È organizzato principalmente con banchetti informativi ed espositivi di realtà locali e di produzioni ecosostenibili. Inoltre nell’ambito del festival si svolgono eventi che possano attirare pubblico di diverse età come la “tavola rotonda” con gli esperti, lo show cooking del progetto antispreco alimentare “Resto…mangia!”, un concorso fotografico a tema ambientale e scambi di oggetti dal Centro del riuso “Aviglianariusa”. «Tutti gli eventi – spiega l’assessora all’Ambiente Fiorenza Arisio – sono a ingresso libero e quest’anno contiamo di realizzare il tutto nel nuovo parco cittadino Alveare verde». […]

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